GIOVANNI da San Facondo o di Sahagún, santo. - N. a Sahagún nella regione di León in Spagna nel 1420, m. a Salamanca l'11 giugno 1479. Nella sua adolescenza venne affidato ai Benedettini. Fu ordinato sacerdote dal vescovo di Burgos, dal quale fu iscritto fra i canonici della Cattedrale.
Ardente d'amore per le anime, rinunciò al canonico e prese ad officiare una cappella, dove predicava, confessava, dirigeva nella vita spirituale tutti quelli che, numerosi, si rivolgevano a lui. Sorte discorde sanguinose fra i nobili di Salamanca, si portò in quella città, e si adoperò efficacemente per estinguere gli odi. Colto da gravissima malattia, promise di farsi religioso se fosse guarito. Il 18 giugno 1463 vestì l'abito agostiniano. Fu suddito e superiore esemplare. Infiammato dallo zelo per la salute spirituale e temporale del prossimo, rimproverava arremette e liberamente i padroni che savano i servi: per questo motivo più d'una volta fu cercato a morte dal duca d'Alba e da altri. Clemente VIII nel 1601 ne concesse l'Ufficio e la Messa; Alessandro VIII nel 1690 lo ascrisse all'albo dei santi. La bolla di canonizzazione fu promulgata nel 1691 da Innocenzo XII. Festa il 12 giugno.