**RUDIGIER, FRANZ JOSEF, venerabile.** - Vescovo di Linz (Austria superiore), n. a Parthenen (Vorarlberg) il 6 apr. 1811, m. a Linz il 19 nov. 1884.
Dopo gli studi ecclesiastici a Bressanone, fu ordinato sacerdote (12 apr. 1835), entrò nella cura d'anima, ma presto fu mandato per gli studi superiori a Vienna, quindi fu professore nel seminario di Bressanone. Richiamato a Vienna (1845) come direttore del Frittanaeum (Istituto di studi superiori ecclesiastici), venne nominato capellano della corte e precettore dei futuri imperatori. Francesco Giuseppe (Austria) e Massimiliano (Messico). Nel 1848 tornò in diocesi, come previsto di S. Candido, e dal 1850 come canonico della cattedrale di Bressanone e rettore del Seminario. Nel 1852 Francesco Giuseppe nominò il R. vescovo di Linz (19 dic.), che venne consacrato il 5 giugno 1853.
Il R. fu vescovo zelante, esemplare, strenuo difensore della libertà e dei diritti della Chiesa, e dei diritti della sua sede. Fece parte, secondo la costituzione, delle diverse camere a Linz e a Vienna. In seguito ad una lettera postale sulla scuola e il matrimonio cattolico fu accusato, condannato, ma graziato per diretto intervento dell'Imperatore; ebbe lunghe lotte a causa del sequestro ingiusto dei beni della mensa vescovile (1860-71). Fu grande predicatore, sostenne la stampa cattolica, favorì il movimento sociale cattolico, le varie associazioni ecclesiastiche e i vili dei cattolici, difese validamente la scuola confessionale. La diocesi esisteva soltanto da mezzo secolo, ed il R. fece moltissimo per la sua definitiva sistemazione; considerando l'insufficienza della Cattedrale, la ex-chiesa dei Gesuiti, iniziò nel 1862 la grandiosa nuova Cattedrale gioia, di cui egli stesso vide terminare la cappella votiva e parte del coro, nonché il campanile (la consacrazione del complesso ebbe luogo soltanto nel 1924). L'introduzione della causa della sua beatificazione si ebbe il 6 dic. 1905.
Il suo successore, mons. Doppelbauer, pubblicò le prediche scelte (2 voll., 2a ed. 1901-1905), gli esercizi (2 voll., 2a ed. 1908); le pastorali (1888) e altri volumi di prediche (2 voll., 2a ed. 1908).
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**RUDINI, ANTONIO STARABBA, marchese di...** Statista, n. a Palermo il 16 marzo 1839, m. a Roma

il 7 sett. 1908. Laureatosi in legge a Palermo, partecipò giovanissimo alle cospirazioni anti-borboniche. Dopo l'esilio di Genova (1860), fece una rapidissima carriera per l'energia dimostrata nella repressione dei moti palermitani: a 25 anni sindaco di Palermo, a 27 prefetto della stessa città, a 29 prefetto di Napoli, a 30 ministro degli Interni con il Menabrea. Eletto deputato, capeggiò la destra. Nel 1891 (prima caduta di Crispi) divenne presidente del Consiglio e tornò ad esserlo nel 1896, dopo Adua.
Fu rigido restauratore delle finanze (ministro della lesina) e anticolonialista (politica del piede di casa); in politica ecclesiastica fu seguente del Tanucci come assessore della supremazia statale. Gli scandali politici e le agitazioni sociali culminate nei fatti del maggio 1898, che non seppe fronteggiare con energia e discernimento (nelle violente repressioni furono coinvolte in un unico fascio con le associazioni del socialismo le nascenti organizzazioni sociali cattoliche, provocando più tardi l'epistola pontificia Spesse volte del 5 sett. 1898), lo costruttore a dimettersi e a ritirarsi dalla vita politica. Alla sua morte non volle i Sacramenti, ma il Crocifisso.
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