RUWENZORI, VICARIATO APOSTOLICO di - Il pianoro fiorito di Buamba.
viglioso rosone a raggiera trapunto come trine, con la bella trifora centrale e termina nei tre portali in basso. Anche qui nulla è compiuto: i soprarchi e le colonne addossate senza alcuna funzione statica sono gli avanzi di un portico mai costruito. In sua vece, gli artisti costruirono un elegante protio con leoni stilofori, grifi e talamoni, che mirabilmente completano la ricchissima decorazione del portale maggiore, ove si trova, tra ornati, simboli dell'Apocalisse e neotestamentari, un fantastico repertorio figurativo rappresentato in maniera singolare. Nell'interno le forme vivono di contrasti assurdi, dai capitelli diversissimi agli archi falcati, alle basi disuguali. È tutto incompiuto: le lunghe paraste tra i grandi archi pieni di un matroneo mai costruito, il ballatoio sostenuto da grandi mensole ornate, la crociera interrotta alle imposte degli arconi che avrebbero sostenuto una cupola. La cattedrale di R. nacque romanica e fini per accogliere elementi gotici, fu concepita dallo spirito delle maestranze indigene e si permeò d'influsso nordici ed orientali. Non si sa quando fu iniziata, ma una data è segnata in un trilobate del rosone: 1237. Chi disse che uno Svevo l'avesse compiuta, aveva ragione: fu Federico II di Svevia.
Il campanile a fianco, in origine torre di difesa e di osservazione, poi trasformato in prigione e da ultimo in torre campanaria, è forse anteriore al Mille. Delle altre chiese, quella di S. Angelo serba solo il ricordo nei rifacimenti settecenteschi della sua origine basiliana. Qualche arco rimane nella romanica chiesa di S. Luca; poche vestigia nella duecentesca S. Lucia e solo mura superstiti nella chiesetta dei Cappuccini. La cripta della chiesa del Purgatorio non è che un avanzo di aula termale romana.
RUWENZORI (RWENZORI), VICARIATO APOSTOLICO di. - È situato nella parte occidentale del Protettorato dell'Uganda, di cui abbraccia tutta la provincia occidentale. Fu eretto il 28 maggio 1934, con territorio distaccato dal vicariato apost. di Uganda; è affidato ai Padri Bianchi, i quali già dal 1895 vi avevano fondato una prima stazione missionaria, quella di Toro, altrimenti detta di Virika.
Prende nome da una delle montagne più alte dell'Africa, cioè da quella detta anticamente « Monte della Luna », oggi « Ruwenzori » (m. 5200), che si trova entro i confini del vicariato. Esso comprende quattro regioni (Bunyoro, Toro, Ankole e Kigezi), con una superficie di kmq. 18.190 e una popolazione di oltre 1.160.000 ab. Il territorio, nella parte verso il Victoria Nile e il Lago Alberto, è un altopiano (ca. 1000 m. sul mare), nella parte meridionale (Kigezi) è montuoso. Sebbene vi siano zone malariche, il clima in genere e sano e la natura del luogo amena. In origine la regione fu abitata da Pigmei (Batwa), di cui si trovano ancora discendenti nel territorio di Kigezi. Pigmoidi sono i Bamba a nord-ovest, i Bakonjo a sud-est, i Bahunde a occidente. La odierna maggioranza di abitanti è Bantù, venuti forse dal sud e che hanno nome « Bairu »: essi sono agricoltori. I cattolici sono 212.641 e i catecumeni 51.460; protestanti ca. 114.000, musulmani ca. 14.500. Il vicariato conta 19 stazioni missionarie principali, 15 sacerdoti nativi, 63 esteri, un novi-
ziato con 36 novizi, 11 fratelli laici esteri, 90 suore estere, 1200 catechisti, 212 scuole. Vi fiorisce l'Azione Cattolica con 2363 soci e due periodici, che hanno una tiratura complessiva di 1000 copie. I numerosi Battesimi di adulti (4423 nel 1951) e la moltitudine dei catecumeni mostrano che il vicariato è in pieno sviluppo. Specialmente nella parte sud-occidentale (Kigezi) si nota un grande slancio delle popolazioni verso il Vangelo. Ciò è dovuto principalmente al fatto che non vi sono grandi centri, i quali sono in genere un terreno poco favorevole alla morale cristiana, e che i « Bakiga » stanziati in quella regione sono una tribù di gente semplice e onesta, senza molte tradizioni pagane, e hanno un carattere energico. Parecchi capi indigeni sono cattolici e praticanti convinti. Si segnalano casi edificanti di apostolato da essi esercitato nei riguardi degli altri capi da loro dipendenti.