SANABALLAT (EBR. SANBALLAT, IN ACCADICO SIN-UBALLIT « [IL DIO] SIN DIEDE LA VITA »)

SANABALLAT (ebr. Sanballat, in accadico Sin-uballit « [il dio] Sin diede la vita »). - Governatore (pehāh) di Samaria al tempo di Artaserse I, che, approfittando dell'anarchia di Gerusalemme dopo la caduta, spadroneggiava nella città, con un tal Tobia

l'ammonita e Gosem l'arabo.

Il matrimonio di una sua figlia con il figlio del sommo sacerdote Eliasib indica che S. aveva cercato anche influenti appoggi in Gerusalemme. Come i due colleghi, era straniero: è detto con intenzione spregiativa « horonita » (di Hōrōnajim in Moab) in Neh. 2, 10, 19.

All'arrivo di Neemia a Gerusalemme come governatore (pehāh) con ampi poteri reali, cercò di distogliere il restauratore d'Israele dalla sua attività nella ricostruzione delle mura, con intimidazioni e tranelli, anche per

mezzo di gente prezzolata (Num. 6, 1-14), ma sempre senza esito. Era ancora in carica sotto Dario II, come appare dai papiri di Elefantina. La storia narrata sul suo conto da Flavio Giuseppe (Antiq. Ind., XI, 7, 2), in relazione con l'origine del tempio scismatico samaritano, è in buona parte infondata. Giovanni Rinaldi

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“SANABALLAT (EBR. SANBALLAT, IN ACCADICO SIN-UBALLIT « [IL DIO] SIN DIEDE LA VITA »).” Enciclopedia Cattolica, vol. X (1953), p. 1033. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/sanaballat-ebr-sanballat-in-accadico-sin-uballit-il-dio-sin-diede-la-vita.