SÁNCHEZ (Sanctius), GASPAR. - Esegeta gesuita spagnolo, n. in Ciempozuelos (Madrid) nel 1553 da piissimi genitori (v. l'elogio di sua madre in Comm. in Tob., Lione 1627, pp. 177-78), m. ad Alcalá nel 1628.
Insegno il anni grammatica prima degli studi teologici, e 20 anni dopo il sacerdozio. Solo nel 1608, a quanto sembra, fu promosso professore d'esegesi in Alcalá; nel 1615, a 62 anni d'età, pubblicò il suo primo volume d'esegesi, di una perfezione che lo rende esegata classico per il futuro. In lui spicca l'ideale egesetico del tempo: «styl candor, eruditionis varietas, ingenii acumen, triumque linguarum peritia [latino, greco, ebraico], institutum sibi proprium de erudendo litterali sensu» (così il censore di Isaia). Inoltre non trascurava niente di quanto sui libri biblici avevano scritto antichi e recenti. Pubblicò una bella serie di volumi, alcuni fra le 1000 e le 2000 pp., che generalmente hanno il titolo Commentarii in... cum paraphrasi e uscirono a Lione presso H. Cardon. In essi sono acutamente commentati: Is. (1615); Cant. (1616, con Ps. 76); Zach. (1616); Act. (1616, con appendice sulla dimora di S. Giacomo, S. Pietro e S. Paolo in Spagna); Jer. (1618, con Ps. 136 e parafrasi poetica e commento di Lam.); profeti minori e Bar. (1621); i 4 ill. di Reg. e di Par. (1623); è tra i commenti migliori: previene persino difficoltà più tardi mosse dai razionalisti; Iob (1625); Ruth, Esd.-Neh., Judt., Esth., I-II Mach. (1628, meno prolisso). Lasciò manoscritti commenti a Sap.; Eccli. 1-24; Gen. 1-3.