SANT'AGATA DEI GOTI, DIOCESI DI

SANT'AGATA DEI GOTI, DIOCESI di. - Città e diocesi in provincia di Benevento. Ha una superficie di 50 kmq. con una popolazione di 38.000 ab. tutti cattolici; conta 31 parrocchie servite da 47 sacerdoti diocesani; ha un seminario diocesano, 47 comunità religiose maschili e 4 femminili (Ann. Pont. 1952, p. 362). È suffragana di Benevento.

L'attuale S. A. dei G., secondo alcuni, sorgerebbe probabilmente sulle rovine di Saticula, che fu teatro di guerra durante le lotte tra Romani e Sanniti nel IV sec. a. C., e finì poi colonia e città fedele a Roma; secondo altri, meno probabilmente, sorgerebbe dov'era l'altra città sannitica Plistia. Nel V sec. d. C. vi si installò, dopo una sconfitta, una colonia di Goti, ai quali risale anche il nome della città; nell'VIII sec. passò ai Longobardi e nell'XI ai Normanni; papa Gregorio IX l'ebbe fedele nel 1230; in seguito divenne possedimento di varie famiglie comitati del Regno di Sicilia.

Il primo vescovo di cui si ha notizia certa è un tale Madelfrido (970), eletto e consacrato da Ladinuflo, metropolitano di Benevento, il quale, nella bolla di nomina di Madelfrido conservata a tutt'oggi, afferma di aver voluto ricostituire la diocesi di S. A. perché essa ebbe sempre un vescovo proprio: ut olim semper episcopum habituum. Storicamente dunque bisogna porre l'inizio della serie episcopale di S. A. in una data anteriore al sec. X, ma mancano i dati per stabilire il punto di partenza. Tra i vescovi che illustrarono la cattedra santagatense si trovano: Giovanni Beroaldo (m. nel 1566), il quale prese parte al Concilio di Trento; Felice Peretti, che fu poi papa con il nome di Sisto V; s. Alfonso de' Liguori, Dottore della Chiesa (1762-75). Della città medievale restano ancora le mura, il castello, le chiese di S. Menna, consacrata da papa Pasquale II nel 1114, e di S. Francesco del 1267. La Cattedrale, dedicata all'Assunta, appartiene al sec. X-XII, ma fu trasformata e imbarcata nel Settecento.

Nel 1849 la diocesi, in seguito al trasferimento di mons. Iavarone, perdette i Comuni di Arienzo (dov'è ancora il Palazzo episcopale abitato da s. Alfonso), di Cervino, di S. Maria a Vico e di S. Felice, aggregati alla vicina diocesi di Acerra.

BIBL.: Ughelli, VIII, pp. 344-58; Cappelletti, XIX, pp. 305-319; Cottineau, II, col. 2576; Eubel, I, p. 75; II, p. 81; III, p. 97; IV, p. 313.