SANÙSIIJAH

SANÙSIIJAH. - La più recente delle grandi fariqah o confraternite mistiche musulmane; è di tutte la meno mistica, nel senso più preciso della parola, e la più influente negli affari politici, tanto che, attualmente (1951), il suo capo è divenuto re del nuovo Stato indipendente di Libia. La fondò Sidi Muhammad b. 'Ali as-Sanûsî, n. nel 1787 presso Mustaghanem (Algeria), nel 1837 alla Mecca.

Nel 1840 la fariqah s'era già stabilita in Egitto e quando, poco dopo, molte tribù libiche aderirono alla sua predi- cazione, as-Sanûsî si trovò a capo di un forte movimento politico-religioso a carattere militare. Quando egli morì nel 1859 a Giarabub gli successe il figlio primogenito Muhammad al-Mahdi che portò l'influenza della confra- ternita fino al lago Cid e al Dar-Fur. Per questo e per altre considerazioni strategiche, al-Mahdi trasportò la sua capitale sempre più verso sud, a Kufra prima (1893) e poi a Gouro (1899). Alla sua morte (1902) la confrater- nita, aiutata dalla favorevole posizione dei suoi centri principali lungo le vie carovaniere, possedeva una invi- dabile posizione militare e politica, che attraversò l'atten- zione dei Francesi, i quali occuparono la zâdijah di 'Ajn Galaka. Ahmad as-Sarif, successore di al-Mahdi, la riconquistò nel 1911 con l'aiuto dei Turchi. L'occupa- zione italiana (1912) diede un forte colpo alla s. che però rialzò validamente la testa durante la prima guerra mon- diale, quando i sensosi parteggiarono per i Turchi. La definitiva sconfitta della s. poté essere ottenuta solo nel 1931 con la spedizione Graziani. Gli italiani distrussero le varie zâdijah conservando solo quella di Giarabub. Nella seconda guerra mondiale i sensosi settore invece dalla parte degli Inglesi, ottenendone promesse di indi- pendenza. Queste promesse furono mantenute quando il 24 dic. 1951 fu proclamato il Regno libico sotto lo scettro dell'emirò Muhammad Idris as-Sanûsî, profugo in Egitto fin dal 1923 dopo le prime repressioni italiane, attuale capo della confraternita s. Non tutti i Libici sono d'accordo su questo dominio della s. sull'intera Libia. Le dottrine della s. contenute nelle opere del fondatore, conissono principalmente nei punti seguenti: a) solo l'igni della prima generazione musulmana ha valore normativo; b) l'igniâh, o lavoro del giurista per trarre nome direttamente dal Corano e dalle tradizioni cano- niche, non è chiuso col sec. XI; ma è tuttora lecito; c) svalutazione della analogia razionale nel diritto; d) l'unione mistica con Dio è rara prerogativa di poche grandi anime. Il comune mortale deve piuttosto sforzarsi sulla via di una imitazione di Maometto e di una spirituale unione con lui; e) abolizione dei mezzi di eccitazione mi- stica esteriore, quali il canto, la danza, ecc. in uso in altre confraternite, mettendo invece l'accento sulla meditazione; f) rigorismo legale simile a quello wahhâbita (v.) con proibizione dell'uso del tabacco.

Grande importanza ebbe la confraternita s. per l'ele- vazione del livello di vita delle rozze tribù beduine che vi aderirono, e per una relativa purificazione dell'islam piuttosto corrotto di quelle zone. La confraternita ebbe sempre un atteggiamento di battaglieria attività per la dif- fusione e la difesa dell'islam, il che le attrasse molte sim- patie nel mondo musulmano.

BIBL.: C. A. Nallino, Senussi, in Enc. Ital., XXXI, pp. 395-397; G. E. Evans-Pritchard, The Sanusi of Cyrenaica, Oxford 1941, la cui bibl. completa dell'art. di Nallino sopra cit.; F. M. Pareja, Islamologia, Roma 1951, pp. 521-22; E. Rossi, Il Regno unito della Libia, in Oriente moderno, 31 (1951), pp. 157-158. Alessandro Bausani