SAPIENZIALI, LIBRI. - Nella divisione degli scritti del Vecchio Testamento in libri storici, profetici e l. s., si comprendono con quest'ultima denominazione Giobbe, Salmi, Proverbi, Ecclesiastic, Cantico dei Cantici, Sapienza ed Ecclesiastico.
Ora, però, si preferisce chiamarli libri «poetici», con riferimento alla loro forma letteraria, oppure «didattici», in quanto mirano ad insegnare un ideale di vita sociale e religiosa. Quest'ultima denominazione non è esatta in senso stretto, perché i Salmi, il Cantico dei Cantici ed in parte Giobbe sono eminentemente lirici. È meglio, perciò, conservare, come fanno ottimi autori, il termine l. s. per Proverbi, Ecclesiastic, Sapienza ed Ecclesiastico, cui si unisce il Cantico dei Cantici solo a causa di analogie estrinseche.
Tema dei l. s. è la «sapienza», intesa nel senso larghissimo, che ha nel Vecchio Testamento. Si tratta della prima delle virtù, o meglio del loro compendio (= sapienza soggettiva, concepita come qualità dell'uomo perfetto), oppure della dottrina della sapienza in sé (= sapienza oggettiva). In questa specie di filosofia etica degli antichi Israeliti si specula sulla sapienza divina, sui suoi pregi, unendovi numerose osservazioni pratiche.
Tali libri contengono anche brani in prosa, ma in massima parte sono composti in poesia, la quale riproduce e spesso sviluppa l'antico maššal («detto gnomico») ebraico, costituito da due membri o sticchi, sovente in antitesi fra di loro per il concetto (= parallelismo antiteico) oppure con la ripetizione della medesima idea in forma diversa (= parallelismo sinonimo). Angelo Penna