SASSOFERRATO, GIOVAN BATTISTA, SALVI detto il. - Pittore, n. a Sassoferrato nel 1605, m. a Roma nel 1685. Della sua vita ben poco si conosce all'infuori delle brevi notizie fornite dal Lanzi.
Nel '700, per la sua pittura arcaicizzante, fu creduto contemporaneo o immediato successore di Raffaello. Suoi maestri furono il padre Tarquinio, modesto pittore locale, e probabilmente il Domenichino. Il S. lavorò molto in Umbria e in particolare a Roma, dove venne in giovane età. Egli è soprattutto pittore di Madonne, che dipinse quasi sempre a mezzo busto, con speciale abilità, usando pochi colori tradizionali su uno sfondo neutro con l'espressione della pietà e dell'intimo raccoglimento. Possiede una speciale delicatezza e dolcezza di sentimento che già fece dire al Burckhardt: « si finisce sempre con il subire il sottile e morbido fascino del S. le cui Madonne tradiscono indubbiamente un tenero cuore di madre ».
Le sue opere di sicura attribuzione: La S. Famiglia di cui esistono varie repliche, una all'Aspley-House, una al Museo Condé di Chantilly, una alla Galleria Doria, una al Kaiser-Friedrich-Museum di Berlino; La Madonna del Rosario dipinta per la chiesa di S. Sabina a Roma (1643), suo capolavoro e l'unico suo quadro d'altare di grande formato; esso è tipico per la tendenza arcaicizzante e per la soave sua semplicità; La Madonna sulla mezzaluna nella Pinacoteca Vaticana a Roma (1650); La Madonna con il Bambino addormentato nel Kunsthistorisches Museum a Vienna; La Madonna con il Bambino ridente nella chiesa di S. Maria Formosa a Venezia; La Madonna dall'uccellino, nell'Ermitage a Pietroburgo; La Madonna con s. Giovannino, essa pure all'Ermitage; la sua caratteristica Madonna di cui il Voss distingue
quattro tipi; la Deposizione di Cristo al Kaiser-Friedrich Museum di Berlino; l'Adorazione del Bambino al Museo nazionale di Napoli. Il S. fece anche il ritratto, bellissimo, di mons. Ottaviano Preti, ora a Roma alla Galleria Corsini. Il Lanzi menziona anche alcuni suoi paesaggi. Nota è l'attività del S. come copista; copiò quadri di Raffaello, del Perugino, di Giulio Romano, del Garofalo, del Barocci, del Caracci, del Reni, dell'Albani e anche di pittori veneziani, come il Tiziano.