SASSONIA. -
I. GEOGRAFIA
Antico Stato della Germania; pur non avendo confini naturali si può dire sia limitato dai monti Elster e dai Metalliferi (Erzgebirge) fino al Vogtland e alle colline Lusatische e verso N. fino al bassopiano germanico.Sopra una superficie di ca. 15.000 kmq. vive una popolazione di 5.200.000 ab., con una densità di poco meno di 350 ab. per kmq. (1938), quindi una delle maggiori del continente europeo. Il paese si trova in posizione curiosa per il suo popolamento a causa delle condizioni presso che paradossali della sua prosperità economica. Per rendersi ragione di questa situazione bisogna considerare la facilità di accesso e soprattutto le ricchezze del sottosuolo, che hanno, fin dall'XI sec., attirato in questa regione abbondanti masse di lavoratori, specialmente nelle città, ove l'addensamento è andato sempre aumentando nei secoli e con accrescimento costante.
Geologicamente e morfologicamente, le condizioni della S. si possono riassumere ricordando la prevalenza di rocce cristalline antiche, con presenza, per le mezzociche, di quelle crenate; nei monti Metalliferi grandi massicci granitici di gneiss e micasciati con presenza di galena argentifera e cassiterite. L'ultimo episodio della storia del suolo è stata l'invasione glaciale nordica che spinse, nel momento della sua maggiore estensione e blocco poi, nella fase di ritiro dei ghiacciai, lo scolo delle acque, determinando l'accumulo di spesse alluvioni modellate poi imperfettamente in ampie terrazze. Lungo

Sassoferrato. Giovan Battista Salvi, detto il - La Madonna in adorazione - Roma, Palazzo Doria, galleria.
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Antico Stato della Germania; pur non avendo confini naturali si può dire sia limitato dai monti Elster e dai Metalliferi (Erzgebirge) fino al Vogtland e alle colline Lusatische e verso N. fino al bassopiano germanico.Sopra una superficie di ca. 15.000 kmq. vive una popolazione di 5.200.000 ab., con una densità di poco meno di 350 ab. per kmq. (1938), quindi una delle maggiori del continente europeo. Il paese si trova in posizione curiosa per il suo popolamento a causa delle condizioni presso che paradossali della sua prosperità economica. Per rendersi ragione di questa situazione bisogna considerare la facilità di accesso e soprattutto le ricchezze del sottosuolo, che hanno, fin dall'XI sec., attirato in questa regione abbondanti masse di lavoratori, specialmente nelle città, ove l'addensamento è andato sempre aumentando nei secoli e con accrescimento costante.
Geologicamente e morfologicamente, le condizioni della S. si possono riassumere ricordando la prevalenza di rocce cristalline antiche, con presenza, per le mezzociche, di quelle crenate; nei monti Metalliferi grandi massicci granitici di gneiss e micasciati con presenza di galena argentifera e cassiterite. L'ultimo episodio della storia del suolo è stata l'invasione glaciale nordica che spinse, nel momento della sua maggiore estensione e blocco poi, nella fase di ritiro dei ghiacciai, lo scolo delle acque, determinando l'accumulo di spesse alluvioni modellate poi imperfettamente in ampie terrazze. Lungo
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Antico Stato della Germania; pur non avendo confini naturali si può dire sia limitato dai monti Elster e dai Metalliferi (Erzgebirge) fino al Vogtland e alle colline Lusatische e verso N. fino al bassopiano germanico.SOPRA UNA SUPERFICIE DI CA. 15.000 kmq. vive una popolazione di 5.200.000 ab., con una densità di poco meno di 350 ab. per kmq. (1938), quindi una delle maggiori del continente europeo. Il paese si trova in posizione curiosa per il suo popolamento a causa delle condizioni presso che paradossali della sua prosperità economica. Per rendersi ragione di questa situazione bisogna considerare la facilità di accesso e soprattutto le ricchezze del sottosuolo, che hanno, fin dall'XI sec., attirato in questa regione abbondanti masse di lavoratori, specialmente nelle città, ove l'addensamento è andato sempre aumentando nei secoli e con accrescimento costante.
Geologicamente e morfologicamente, le condizioni della S. si possono riassumere ricordando la prevalenza di rocce cristalline antiche, con presenza, per le mezzociche, di quelle crenate; nei monti Metalliferi grandi massicci granitici di gneiss e micasciati con presenza di galena argentifera e cassiterite. L'ultimo episodio della storia del suolo è stata l'invasione glaciale nordica che spinse, nel momento della sua maggiore estensione e blocco poi, nella fase di ritiro dei ghiacciai, lo scolo delle acque, determinando l'accumulo di spesse alluvioni modellate poi imperfettamente in ampie terrazze. Lungo
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Geologicamente e morfologicamente, le condizioni della S. si possono riassumere ricordando la prevalenza di rocce cristalline antiche, con presenza, per le mezzociche, di quelle crenate; nei monti Metalliferi grandi massicci granitici di gneiss e micasciati con presenza di galena argentifera e cassiterite. L'ultimo episodio della storia del suolo è stata l'invasione glaciale nordica che spinse, nel momento della sua maggiore estensione e blocco poi, nella fase di ritiro dei ghiacciai, lo scolo delle acque, determinando l'accumulo di spesse alluvioni modellate poi imperfettamente in ampie terrazze. Lungo
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Geologicamente e morfologicamente, le condizioni della S. si possono riassumere ricordando la prevalenza di rocce cristalline antiche, con presenza, per le mezzociche, di quelle crenate; nei monti Metalliferi grandi massicci granitici di gneiss e micasciati con presenza di galena argentifera e cassiterite. L'ultimo episodio della storia del suolo è stata l'invasione glaciale nordica che spinse, nel momento della sua maggiore estensione e blocco poi, nella fase di ritiro dei ghiacciai, lo scolo delle acque, determinando l'accumulo di spesse alluvioni modellate poi imperfettamente in ampie terrazze. Lungo
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Geologicamente e morfologicamente, le condizioni della S. si possono riassumere ricordando la prevalenza di rocce cristalline antiche, con presenza, per le mezzociche, di quelle crenate; nei monti Metalliferi grandi massicci granitici di gneiss e micasciati con presenza di galena argentifera e cassiterite. L'ultimo episodio della storia del suolo è stata l'invasione glaciale nordica che spinse, nel momento della sua maggiore estensione e blocco poi, nella fase di ritiro dei ghiacciai, lo scolo delle acque, determinando l'accumulo di spesse alluvioni modellate poi imperfettamente in ampie terrazze. Lungo
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Geologicamente e morfologicamente, le condizioni della S. si possono riassumere ricordando la prevalenza di rocce cristalline antiche, con presenza, per le mezzociche, di quelle crenate; nei monti Metalliferi grandi massicci granitici di gneiss e micasciati con presenza di galena argentifera e cassiterite. L'ultimo episodio della storia del suolo è stata l'invasione glaciale nordica che spinse, nel momento della sua maggiore estensione e blocco poi, nella fase di ritiro dei ghiacciai, lo scolo delle acque, determinando l'accumulo di spesse alluvioni modellate poi imperfettamente in ampie terrazze. Lungo
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Geologicamente e morfologicamente, le condizioni della S. si possono riassumere ricordando la prevalenza di rocce cristalline antiche, con presenza, per le mezzociche, di quelle crenate; nei monti Metalliferi grandi massicci granitici di gneiss e micasciati con presenza di galena argentifera e cassiterite. L'ultimo episodio della storia del suolo è stata l'invasione glaciale nordica che spinse, nel momento della sua maggiore estensione e blocco poi, nella fase di ritiro dei ghiacciai, lo scolo delle acque, determinando l'accumulo di spesse alluvioni modellate poi imperfettamente in ampie terrazze. Lungo
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Geologicamente e morfologicamente, le condizioni della S. si possono riassumere ricordando la prevalenza di rocce cristalline antiche, con presenza, per le mezzociche, di quelle crenate; nei monti Metalliferi grandi massicci granitici di gneiss e micasciati con presenza di galena argentifera e cassiterite. L'ultimo episodio della storia del suolo è stata l'invasione glaciale nordica che spinse, nel momento della sua maggiore estensione e blocco poi, nella fase di ritiro dei ghiacciai, lo scolo delle acque, determinando l'accumulo di spesse alluvioni modellate poi imperfettamente in ampie terrazze. Lungo
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Geologicamente e morfologicamente, le condizioni della S. si possono riassumere ricordando la prevalenza di rocce cristalline antiche, con presenza, per le mezzociche, di quelle crenate; nei monti Metalliferi grandi massicci granitici di gneiss e micasciati con presenza di galena argentifera e cassiterite. L'ultimo episodio della storia del suolo è stata l'invasione glaciale nordica che spinse, nel momento della sua maggiore estensione e blocco poi, nella fase di ritiro dei ghiacciai, lo scolo delle acque, determinando l'accumulo di spesse alluvioni modellate poi imperfettamente in ampie terrazze. Lungo
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Geologicamente e morfologicamente, le condizioni della S. si possono riassumere ricordando la prevalenza di rocce cristalline antiche, con presenza, per le mezzociche, di quelle crenate; nei monti Metalliferi grandi massicci granitici di gneiss e micasciati con presenza di galena argentifera e cassiterite. L'ultimo episodio della storia del suolo è stata l'invasione glaciale nordica che spinse, nel momento della sua maggiore estensione e blocco poi, nella fase di ritiro dei ghiacciai, lo scolo delle acque, determinando l'accumulo di spesse alluvioni modellate poi imperfettamente in ampie terrazze. Lungo
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Geologicamente e morfologicamente, le condizioni della S. si possono riassumere ricordando la prevalenza di rocce cristalline antiche, con presenza, per le mezzociche, di quelle crenate; nei monti Metalliferi grandi massicci granitici di gneiss e micasciati con presenza di galena argentifera e cassiterite. L'ultimo episodio della storia del suolo è stata l'invasione glaciale nordica che spinse, nel momento della sua maggiore estensione e blocco poi, nella fase di ritiro dei ghiacciai, lo scolo delle acque, determinando l'accumulo di spesse alluvioni modellate poi imperfettamente in ampie terrazze. Lungo
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Geologicamente e morfologicamente, le condizioni della S. si possono riassumere ricordando la prevalenza di rocce cristalline antiche, con presenza, per le mezzociche, di quelle crenate; nei monti Metalliferi grandi massicci granitici di gneiss e micasciati con presenza di galena argentifera e cassiterite. L'ultimo episodio della storia del suolo è stata l'invasione glaciale nordica che spinse, nel momento della sua maggiore estensione e blocco poi, nella fase di ritiro dei ghiacciai, lo scolo delle acque, determinando l'accumulo di spesse alluvioni modellate poi imperfettamente in ampie terrazze. Lungo
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Geologicamente e morfologicamente, le condizioni della S. si possono riassumere ricordando la prevalenza di rocce cristalline antiche, con presenza, per le mezzociche, di quelle crenate; nei monti Metalliferi grandi massicci granitici di gneiss e micasciati con presenza di galena argentifera e cassiterite. L'ultimo episodio della storia del suolo è stata l'invasione glaciale nordica che spinse, nel momento della sua maggiore estensione e blocco poi, nella fase di ritiro dei ghiacciai, lo scolo delle acque, determinando l'accumulo di spesse alluvioni modellate poi imperfettamente in ampie terrazze. Lungo
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Geologicamente e morfologicamente, le condizioni della S. si possono riassumere ricordando la prevalenza di rocce cristalline antiche, con presenza, per le mezzociche, di quelle crenate; nei monti Metalliferi grandi massicci granitici di gneiss e micasciati con presenza di galena argentifera e cassiterite. L'ultimo episodio della storia del suolo è stata l'invasione glaciale nordica che spinse, nel momento della sua maggiore estensione e blocco poi, nella fase di ritiro dei ghiacciai, lo scolo delle acque, determinando l'accumulo di spesse alluvioni modellate poi imperfettamente in ampie terrazze. Lungo
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Sassi, Giuseppe Antonio - Ritratto - Esemplare della Biblioteca Vaticana.
l'Elba, a SE. di Dresda e al confine con la Boemia, è la Svizzera Sassone con i suoi monti arenacei, le cui rocce prismatiche e permeabili mostrano un tavolato eroso e smembrato da corsi torrentizi con pilastri d'erosione, pareti verticali, nicchie e valli strette. La maggior parte del territorio della S. interessa, dal punto di vista idrografico, il fiume Elba, i suoi affluenti (il Mulda e la Saale) e l'Elster.
Alla presenza di carboni fossili, ferro, rame, piombo e stagno che hanno reso il sottosuolo ricco di minerali, si deve il grandioso sviluppo industriale del paese. Inoltre la facilità degli scambi dovuta alla presenza di vivi fluviali e ad una fitta rete ferroviaria, aiuta enormemente il commercio: industria e commercio qui tipici per la posizione cospicua che occupa il lavoro domestico e la preponderanza dei tessili sulla metallurgia. Il lavoro a domicilio è reso possibile dallo sviluppo della elettrificazione e la S. è, tra tutti gli Stati tedeschi, quello in cui l'industria domanda il minor quantitativo di forza al carbone. Ma le fabbricazioni sono estremamente variate e comprendono tutte le trasformazioni del legno, tutte quelle dell'acciaio fino alla meccanica di precisione, la vetreria, le industrie chimiche. Dopo il censimento del 1925 la popolazione attiva della S. si elevava a 1 milione e 600 mila persone, di cui il 28% addette ai tessili e alle confezioni, il 15% alla metallurgia e il 2% al commercio. La S. è un paese che possiede numerose città, molto ravvicinate tra loro. Lipsia (720.000 ab.) è centro commerciale di primo ordine, celebre per la sua fiera, che si ripete da oltre 5 secoli, il suo mercato librario, la sua antica Università. Dresda (640.000 ab.), grande centro artistico con musei e pinacoteche; qui i boulevards, che seguono le linee delle antiche fortificazioni, circondano una città regolarmente costruita dove palazzi, teatri e giardini si spingono quasi sulle rive dell'Elba.
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**Sassonia - Coro della cattedrale di Freiberg, con tombe dei Margravi di S. (fine del sec. XVI).**

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**Sassonia - Chiesa della Madonna, arch. G. Baehr (1722) - Dresda.**
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II. CONVERSIONE AL CRISTIANESIMO
I Sassoni (da salto = coltello di pietra o spada corta, loro arma preferita), ignoti a Tacito e a Plinio, sono ricordati per la prima volta da Claudio Tolomeo (ca. il 150 d. C.), che li pone a nord dell'Elba.**Il nome di S. ha avuto nel medioevo un'estensione più larga che ai giorni nostri: ha cioè designato le vaste regioni del nord-est della Germania, di cui Carlomagno aveva soggiogato gli abitanti con una san-guionosa guerra durata oltre un trentennio (772-804), durante la quale i Sassoni, ripetutamente insorti sotto il loro eroico capo Vituchindo, furono infine sconfitti, aggregati all'Impero carolingio, deportati in massa e sostituiti con coloni franchi, e fu atterrato l'immisul (Eresburg), simbolo della loro tenace idolatria. Assoggettati, i Sassoni si convertirono alla fede cristiana e furono avviati ad un rapido incivilimento per opera della monarchia e dei monaci franchi. Per loro furono creati i vescovati di Osnabrück, Verden, Brema, Paderborn, Minden, Halberstadt, Hildesheim e Münster. L'abbazia di Corvey e quella di Fulda sono focolari di questo irradiamento che si allargò presto fra i Vendi ancora pagani.
III. L'ANTICO DUCATO DI S
Con la spartizione di Verdun (843) la S. entrò a far parte del Regno di Ludovico il Germanico; intorno all'850 fu eretta a ducato e data a Liudolfo per la difesa del Limen Saxoniae. Ottone l'Illustre (880-912), secondogenito di Liudolfo, impose il suo potere anche alla Turingia; Enrico L'Uccellatore, suo figlio, fu creato re di Germania nel 919. La sua casa tenne la corona tedesca ed il S. Romano Impero fino al 1024. Enrico portò i confini del suo Ducato fino all'Oder; fondò chiese e monasteri, fortificò città e muni con castelli (castello di Meissen) le frontiere orientali, per farne un punto di partenza anche per la diffusione del cristianesimo.Il figlio Ottone I il Grande (936-73) fondò nel 1037 l'abbazia benedettina di S. Maurizio e costituì, con il consenso del papa Giovanni XII, Magdeburgo in arcidiocesi, distaccandola da Magonza (962). Nel 960 concesse il Ducato di S. ad Ermanno Billung con poteri limitati. La nuova dinastia spostò il confine ancor più verso oriente a spese delle popolazioni slave, assoggettando le terre di nuovo acquisto all'arcivescovo magdeburgese.
La S. divenne centro di opposizione dei principi tedeschi contro gli Imperatori di Casa Salica. Enrico III e soprattutto Enrico IV costruirono invano numerosi castelli intorno a Goslar e sull'Harz, per sorvegliare l'indomita regione, e vi dimorarono a lungo per meglio tenerla soggetta. Con il rivoltoso duca Magno si spense la famiglia dei Billung (1106).
Lotario di Supplimburgo infeduto del Ducato il proprio genero Enrico il Superbo di Baviera (1137), seguito dopo la parentesi di Alberto l'Orso, margravio del Brandenburgo, dal figlio Enrico il Leone, che allargò il territorio verso gli Slavi, conquistando l'Hostein, il Michelgburg e la Pomerania anteriore; vi fondò vescovi e città, tra cui Lubecca, vi propagò il cristianesimo e governò con giustizia ed equità. Colpito dal bando imperiale del Barbarossa (1180), fu privato del Ducato, che, smembrato (parte di esso passò all'arcivescovo di Colonia), ridotto ai soli territori di oltre Elba, fu dato a Bernardo di Anhalt, conte di Askania, figlio di Alberto l'Orso. Il nuovo duca, erede del territorio di Wittenberg, acquistò il Lauenburg. I suoi nipoti, Giovanni e Alberto, si di-sero il paese (1260): al primo toccò la S.-Lauenburg (estintasi la linea nel 1689, il paese fu incorporato nel Principato di Hannover) e al secondo la S.-Wittenberg.
I fratelli si contesero la dignità elettorale: la bolla d'oro (1356) la attribuì alla linea di Wittenberg che si spense con Alberto III nel 1422.
IV. IL PRINCIPATO ELETTORALE DI S
Il 6 genn. 1423 l'imperatore Sigismondo diede il paese in feudo a Federico il Bellicoso, margravio di Meissen e largravio di Turingia, conferendogli anche la dignità elettorale in compenso del suo concorso alla guerra contro gli hussiti. Egli fu il primo dei Wettini, che tennero fino al nov. 1918 la S. elettorale. Dopo di lui, con i nipoti Ernesto e Alberto, la dinastia si divise per sempre in due rami (partizione di Lipsia, 26 ag. 1485): la linea ernestina, che regnò con il titolo elettorale a Wittenberg fino al 1547, e la linea albertina, che ottenne l'elettorato nel 1547 e doveva essere il ceppo della casa reale di S.V. S. NELL'ETÀ DELLA «RIFORMA» E DELLA GUERRA DEI TRENT'ANNI. - Rapida fu la decadenza della linea primogenita. Federico III il Saggio (1486-1525), figlio di Ernesto, fu uno dei più potenti principi dell'Impero; protesse Lutero, e il paese divenne così la culla e la roccaforte del protestantesimo. Morto lui nel 1525, mentre la guerra dei contadini ne devastava la regione, gli successe il fratello Giovanni il Costante (1525-1527), fervente campione della «riforma» luterana, fondatore e capo, con Filippo d'Assia il Bigamo, della Lega smalcaldica. Suo figlio Giovanni Federico il Magnanimo (1532-1547), sconfitto e fatto prigioniero a Mühlberg (1547) da Carlo V, perdette il titolo elettorale e quasi tutti i territori (capitolazione di Wittenberg), che furono assegnati al suo astuto cugino Maurizio della linea albertina. Dalle terre a lui rimaste o poco dopo ricuperate (1554) sorsero i Ducati di S.-Gotha, S.-Weimar, S.-Coburgo, S.-Meiningen e S.-Altenburg.
Il duca Giorgio il Barbuto (1500-39), figlio di Alberto, risoluto e dotto avversario di Lutero, s'era opposto alla diffusione della «riforma» luterana; ma suo fratello Enrico il Pio (1539-41) l'aveva introdotta. Il figlio di questi, Maurizio (1541-53), quantunque protestante, per interessi politici, si era alleato all'Imperatore, ma nella seconda guerra smalcaldica (1552), cedendo ad Enrico II di Francia i vescovi lorense di Metz, Toul e Verdun, marciò contro di lui, costringendolo a fuggire ed estor-cendogli la Pace di Passavia (1552). Oltre duecento case religiose furono da lui soppresse. Fu il fondatore dell'Ac-cademia, poi Università, di Jena: la S. venne così ad avere quattro Atenei: Erfurt (1392), Lipsia (1409), Wittenberg (1502) e Jena (1548-58).
Augusto, fratello e successore di Maurizio (1553-56), ampliò i confini della S. e le diede prosperità. Restò a fianco dell'Imperatore, ma la sua politica religiosa si svolse nella stretta osservanza luterana; alla Dieta di Augusta del 1555 si adoperò con efficacia per il riconoscimento del protestantesimo; secolarizzò i vescovi di Naumburg, Meissen e Merseburg. Durante il breve regno del figlio Cristiano (1586-91) il cancelliere Nicola Crell promosse il criptocalvinismo. Ma alla morte del principe il Crell fu rovesciato e decapitato (1601); e sotto Cristiano II (1591-1611) l'ortodossia luterana trionfò, mentre la chiesa riformata era perseguitata a sangue.
Anche per il contrasto con il criptocalvinismo la S. si avvicinò nella sua politica estera all'Austria tenendosi lontana dall'Unione evangelica. Il fratello e successore Giovanni Giorgio I (1611-56) rifiutò la corona boema (1618); contro il «re d'inverno» sostenne l'imperatore Ferdinando II ottenendo come pegno per le spese di guerra le due Lusazie (1623). La S. fu devastata dalla guerra dei Trent'anni come nessun'altra regione. L'umiliazione dei protestanti, l'Editto di restituzione (1629) e l'invasione del Tilly indussero il principe elettore ad unirsi a Gustavo II Adolfo di Svezia, il quale, con la vittoria di Breitenfeld (1631), liberò il paese dalle milizie della Lega. Morto a Lützen (1632), in territorio sassone, il re di Svezia, si allentarono i rapporti del principe con i generali svedesi vincitori, ed egli concluse con l'Imperatore la Pace separata di Praga (1635): gli furono confermate le due Lusazie come feudo ereditario col patto che vi fosse tollerata la religione cattolica. Per la sua alleanza con l'Impero la S. fu devastata per un decennio dalle truppe svedesi.
VI. L'UNIONE PERSONALE CON LA POLONIA (1697-1763)
Con la Pace di Vestfalia (1648), anche l'influenza della S. declinò. Giovanni Giorgio II (1656-86) tenne a Dresda corte sfarzosa, opprimendo il paese con forti tributi; Giovanni III (1680-91) organizzò un esercito stanziale (1682) con cui concorse validamente alla liberazione di Vienna dai Turchi (1683), mentre i figli minori di Giovanni Giorgio I avevano fondato linee secondarie: S.-Zeitz, S.-Merseburg e S.-Weissenberg, che si estinsero presto (1718, 1738, 1746), tornando i loro territori alla linea primogenita.A Giovanni Giorgio IV (1691-94), successe il fratello Federico Augusto I (1694-1733), che si convertì al cattolicesimo (1697) passando la direzione degli Stati protestanti all'elettore del Brandenburgo; la S., terra madre della «riforma», fu, da allora, fino al 1918, governata da una dinastia cattolica la quale però riuscì a stento ad ottenere la tolleranza del cattolicesimo. Con la sua conversione Federico Augusto mirò alla corona polacca; morto Giovanni Sobieski, con l'aiuto dell'Imperatore, veniva infatti incoronato a Cracovia re di Polonia, con il nome di Augusto II (15 sett. 1697).
Con l'unione personale tra S. e Polonia (1697-1763) i due paesi furono trascinati nella guerra nordica (1700-21). Deposto da Carlo XII di Svezia, Augusto II fu rimesso sul trono dopo la vittoria russa di Poltava (1709) da Pietro il Grande, di cui era alleato. Egli limitò il potere degli Stati, riorganizzò l'amministrazione, si circondò di grande sfarzo; le città di Lipsia e di Dresda divennero allora centro di una brillante cultura franco-tedesca. Con il figlio Federico Augusto II (1733-63), eletto re di Polonia con il nome di Augusto III, la politica condotta dall'onnipotente conte Enrico Brühl fu esiziale alla S. Nella guerra di successione austriaca (I e II guerra slesiana) egli fu prima contro Maria Teresa e poi al fianco di lei; sconfitto, dovette pagare alla Prussia una indennità di guerra di un milione di talleri (Pace di Dresda, 1745). Il principe elettore morì sette mesi dopo il suo ritorno dalla Polonia (5 ott. 1763), dove si era rifugiato. Con lui cessò l'unione personale con la Polonia, che non aveva portato nessun vantaggio, ma solo guerre e rovine.
La politica antiprussiana del Brühl coinvolse la S. nella guerra dei Sette anni (III guerra slesiana). Federico
il Grande piombo improvviso in S. costringendo con la battaglia di Pirna (5 ott. 1756) l'esercito sassone alla capitolazione di Lilienstein. Gravi ne furono le sofferenze, le perdite in soldati e l'indennità di guerra (cento milioni di talleri). Dopo la Pace di Hubertsburg (1763) ebbe termine l'occupazione prussiana.
Federico Cristiano (6 ott. - 17 dic. 1763) diede inizio a una radicale opera di risanamento, proseguita dal principe Saverio amministratore (1763-68) per il nipote Federico Augusto III (1768-1827), figlio minorenne di Federico Cristiano. Il nuovo sovrano regolò l'amministrazione, restaurò le finanze aumentando le entrate e il credito dello Stato, fece rifiorire le industrie e il commercio. In politica estera si strinse alla Prussia partecipando, come figlio di Maria Antonia di Baviera, alla guerra di successione bavarese (1778-1779), contro l'Austria. Con la rinuncia alle sue pretese ottenne nella Pace di Teschen (1779) un forte compenso in denaro e l'alta sovranità feudale su Schönburg. Entrò (1785) nella Lega dei principi stretta da Federico II contro l'imperatore Giuseppe II. Nel 1791 declinò l'offerta della corona polacca. Scarsa parte egli ebbe nella guerra contro la Francia (1792); quattro anni dopo concludeva con il Direttorio un patto di neutralità. Fu con la Prussia nella quarta coalizione; sconfitto a Jenai con i Prussiani (1806), fece con Napoleone la Pace di Posen (11 dic. 1806) ed entrò nella Confederazione renana. Fu proclamato re (20 dic. 1806) con il nome di Federico Augusto I.
VII. IL REGNO DI S. (1806-1918). - Nella Pace di Tilsit (1807) Federico Augusto I ottenne il Ducato di Varsavia, che nel 1809 fu ingrandito con Cracovia e la Galizia occidentale. Ventunnali sassoni militarmente con Napoleone nella campagna di Russia (1812); non ne tornarono che seimila.
Dalla primavera all'autunno del 1813, la S. divenne teatro di guerra. Il suo re fu, contro la volontà del popolo, fedele e devoto alleato di Napoleone fin dopo la battaglia di Lipsia (16-19 ott. 1813). Gli alleati trattarono lui come prigioniero di guerra e il suo regno come terra di conquista. La S. fu prima governata da un generale russo (principe Repnin), e poi da due ministri prussiani; stava per essere incorporata alla Prussia in compenso di territori polacchi ex prussiani, che la Russia voleva annetteri; ma nel Congresso di Vienna il Talleyrand, in nome del principio di legittimità, e l'Austria e l'Inghilterra in nome dell'equilibrio, si opposero all'intesa russo-prussiana. La Prussia ne ricevette solo la metà settentrionale: le terre che avevano costituito il vero e proprio nucleo dell'elettorato (20.235 kmq. su 35.000 e 864.404 ab. su 2.000.000), cioè l'odierna provincia di S. Il re firmò, nella forma di un trattato di pace con la Prussia, il Patto di spartizione (18 maggio 1815). Questa violenta separazione di terre governate da secoli dai Wettini suscitò viva opposizione tra il popolo. La S., così mutilata, entrò nella Confederazione germanica (8 giugno 1815).
Antonio (1827-36), fratello di Federico Augusto, dopo i tumulti di Dresda e di Lipsia (sett. 1830), che furono un riflesso della Rivoluzione Francese del luglio, si scelse come corregente il nipote Federico Augusto II e concesse (4 sett. 1831) la Costituzione con una Dieta (Landtag) a due Camere.
VIII. LA S. MONARCHIA COSTITUZIONALE. - La S. aderì allo Zollverein (1834) con grande beneficio del suo commercio.
Sotto Federico Augusto II (1837-54), il nuovo sistema di governo non diede buona prova. Per l'influenza della Rivoluzione Francese del febbr. 1848, il sovrano costituì un ministero liberale presieduto dal Braun (16 marzo 1848), che si trovò davanti una dieta demo-radicale. Furono fatte leggi liberali sulla stampa, sul diritto di riunione e di associazione e una riforma elettorale. Nel 1837 venne inaugurata la navigazione a vapore sull'Elba e, due anni dopo, il primo tronco ferroviario (Lipsia-Dresda); ne ebbero forte impulso lo sviluppo commerciale e industriale. Ma in seguito alla rivolta di Dresda (3 - 9 maggio 1849), fomentata dal Bakunin e compagni, e domata solo con l'intervento militare prussiano, le con

quiste democratiche furono soppresse dal ministro F. von Beust, che volse la politica estera a grandi mire. Fu infatti conclusa con la Prussia e l'Hannover l'Alleanza dei tre re, da cui la S. si staccò per stringersi all'Austria; il 7 febbr. 1850 il Beust fece con l'Hannover, la Baviera, il Württemberg la lega dei quattro re per neutralizzare le due grandi potenze, Austria e Prussia.
Il Beust, divenuto primo ministro (1858), inclinò a un moderato liberalismo: sottopose al Landtag leggi sul diritto di voto e sulla libertà industriale.
Nella guerra austro-prussiana del 1866 la S. si batté per l'Austria alla quale si era già avvicinata al principio di quell'anno per la questione dei ducati elbani, ma fu subito occupata dalla Prussia. Le truppe sassoni furono sconfitte con quelle del grande alleato a Sadowa (3 luglio 1866), ove formavano l'ala sinistra dello schieramento austriaco. Il Beust fu inviato a Parigi dall'imperatore Francesco Giuseppe a sollecitare la mediazione di Napoleone III nelle trattative di Nikolburg. Soltanto l'intervento dell'Austria, sostenuta dalla Francia, poté evitare la mutilazione della S. (Pace di Berlino, 21 ott. 1866). La S. entrò nella Confederazione germanica del Nord come satellite della Prussia e pagò un'indennità di guerra di dieci milioni di talleri. Il Beust si dimise e passò al servizio dell'Austria.
IX. LA S. NELLA CONFEDERAZIONE GERMANICA DEL NORD E NELL'IMPERO TEDESCO. - L'esercito fu riorganizzato sul modello di quello prussiano e, al comando del principe ereditario Alberto, combatté la guerra franco-tedesca del 1870-71 a lato della Prussia. Nel 1873 Alberto successeva al padre Giovanni, letterato e celebre dantista (versione metrica della Divina Commedia). Durante il suo regno la S. fece grandi passi innanzi: riscattò le ferrovie e favorì con tariffe protettive le industrie. Nel paese eminentemente industriale la propaganda socialista fu così intensa, che nel 1903 dei 23 deputati che la S. aveva mandato al Reichstag 22 eran socialisti: da qui alla S. venne l'appellativo di reame rosso. La seconda Camera del Landtag era costituita (1908) da 17 deputati
Sassovivo - Il chiostro dell'abbazia di S. (1220).
conservatori, da 36 liberali e da 27 socialisti: tale sua fisionomia durò fino al nov. 1918.
X. LA S. REPUBBLICANA. - Al re Alberto, morto senza prole, seguì il fratello Giorgio (1902-1904), il cui figlio, Federico Augusto III (1904-18), fu l'ultimo sovrano sassone.
La S., centro dell'industria tessile, libraria, siderurgica, dell'arte delle ceramiche e delle porcellane, raggiunse prima della guerra 1914-18, un alto livello di benessere materiale e culturale. Durante la prima guerra mondiale contribuì validamente allo sforzo dell'Impero tedesco non solo con la sua potenza industriale, ma anche con la sua densa popolazione.
Conseguenza della guerra perduta fu la rivoluzione. I Consigli degli operai e dei soldati si impadronirono del potere (9 nov. 1918), proclamarono la repubblica e deposero il re, che abdicò (13 nov.). Fu insediato un governo provvisorio socialista con a capo il Lipinski e fu preparata una nuova costituzione sul modello di quella del Reich, promulgata il 1° nov. 1920.
Tra il 1920 e il 1923 tenne il potere il ministero socialdemocratico Buck a cui subentrò il gabinetto social-comunista Zeigner, caduto quasi subito (ott. del 1923) per l'intervento armato del Reich. Dopo il gabinetto di colonizzazione Heldt, vecchio-socialista, la S. fu governata dal ministero di coalizione Bunger (Partito popolare tedesco), che, dimessosi, lasciò il posto a un ministero di funzionario sotto Schieck. Durante la Rivoluzione nazionalsocialista il gabinetto si dimise (10 marzo 1923); Hitler incaricò del governo il von Killinger, come commissario del Reich, e nominò M. Mutschmann luogotenente (maggio 1933).
La S. fu un focolare di antihitlerismo (complotto del 20 luglio 1944 contro Hitler). Caduto il regime nazista, la regione fu occupata dalle truppe sovietiche (1945). Fa ora parte della zona orientale tedesca amministrata dai Russi.
Per l'arte V. GERMANIA, VI. Arte.