SCOZIA

SCOZIA. -

I. GEOGRAFIA

È la parte settentrionale della Gran Bretagna, ma conserva una sua spiccata individualità, avendo costituito a lungo uno Stato distinto da quello inglese e godendo tuttora di un «governo locale» nel Regno Unito.

La S. risulta da due masse montuose, separate da una breve fascia pianeggiante. La massa settentrionale è a sua volta distinta da un primo allineamento di altre (Highlands), che si continua nelle Isole Orcadi e fronteggia, oltre il Canale di Minch, le Isole Ebridi: paesaggio sterile di lande, alternantisi, con laghi e torbiere, elevato in media sui 900 m. (Ben Attow, 1291 m.), ed è separato da un più ampio complesso di rilievi dell'angusto Canale di Caledonia. Anche questa seconda massa (Monti Grampiani; Monte Ben Nevis, 1343 m.) costituisce in sostanza una regione aspra ed insopporte; tuttavia si apre a S. la fascia piana (Central Lowlands), meno umida e assai più fertile, che il mare penetra profondamente (Clyde, Firth of Forth), nella quale si raccolgono oltre i 2/3 della popolazione scozzese. La massa meridionale (Southern Uplands), meno elevata (500 m.) e larga, fa posto a vali più ampie e profonde, ed è chiusa verso S. dai Monti

Il monaco irlandese s. Colomba evangelizzò prima il Regno di Dalriada, fondando un monastero nell'isola di Iona (563), poi convertì i Pitti di Caledonia, dove istituì altri cenobi di tipo celtico, mentre anche lo Strathclyde veniva a poco a poco evangelizzato. Nei primi tempi la Chiesa di Iona rimase attaccata agli usi irlandesi, ma dopo il Sinodo di Whitby (664) la maggior parte dei Celti cristiani accettò le usanze romane e si organizzò in una regolare gerarchia (v. Irlanda, III). Verso la metà del sec. IX, Kenneth MacAlpine, divenuto re dei Pitti e Scotti, trasferì le reliquie di s. Colomba e il centro religioso scozzese da Iona a Dunkeld, nel cuore del suo Regno. Sotto Alessandro I, il normanno Turgot fu vescovo di St. Andrews, e i monaci irlandesi vennero sostituiti da canonici agostiniani inglesi, mentre l'arcivescovo di York rivendicava la giurisdizione metropolitana sulla S. La penetrazione degli Ordini religiosi inglesi crebbe sotto David I. Nel 1188 Clemente III ordinò che i nove vescovati di S. dipendessero direttamente dalla S. Sede. Onorio III nel 1225 concesse ai vescovi di convocare sinodi e che questi fossero presieduti da uno di loro. Nel 1472 Sisto IV costituì St. Andrews in arcivescovo con dodici suffragani; nel 1492 fu creato l'arcivescovo di Glasgow con quattro suffragani.

Durante le incursioni norvegesi i re d'Inghilterra per via di accordi o con la forza imponere alla S. il loro dominio; ma l'invasione nordica ebbe per effetto la dissoluzione del Regno di Northumbria e l'incorporazione del Lothian nella S. Nel sec. XI tutta la S., ad eccezione delle terre ancora occupate dai Norvegesi, fu riunita in un solo regno da Duncan. Questi fu ucciso da Macbeth, alla sua volta ucciso dal figlio di Duncan, Malcolm III, che ricoprò il trono con l'aiuto inglese. Malcolm cercò di opporsi a Guglielmo il Conquistatore, il quale lo costrinse con le armi a riconoscere la sua alta sovranità. In questo periodo molti inglesi esiliati si rifugiarono in S., mentre la moglie di Malcolm, s. Margherita (che fu canonizzata nel 1250) diffondeva in S. la cultura inglese, rafforzava il sistema ecclesiastico romano contro la tradizione celtica, incoraggiava le arti e le scienze ed esercitava una efficace

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(par cortsela del British Council)
Scozia - La e corte di S. Giacomo e, una delle tante che si aprivano sulla High Street, arteria principale della città Vecchia. Edimburgo.

azione moralizzatrice sui costumi della Chiesa scozzese. Sotto David I (1124-53) la S. subì una pacifica penetrazione normanna e divenne un Regno a tipo feudale, regno che David consolidò ed estese, ottenendo anche l'investitura del Northumberland e del Cumberland. Nel 1286, morto Alessandro III e subito dopo l'unica discendente, la nipote Margherita, che avrebbe dovuto sposare il principe di Galles, il futuro Edoardo II, ebbe inizio una lunga lotta fra due pretendenti: Giovanni Balliol e Roberto Bruce. Una corte di giustizia designata da Edoardo I d'Inghilterra riconobbe Balliol. Seguirono nuove rivolte e interventi inglesi, finché, morto Edoardo I, Roberto Bruce batté l'esercito di Edoardo II, liberando la S. Aileatosi con la Francia, fu riconosciuto dal Papa, e nel 1328 il trattato di Northampton consacrò l'indipendenza del Regno. Ma nuove lotte scoppiarono alla morte di Roberto, tra suo figlio David II e il figlio di Giovanni Balliol, Edoardo. Nel 1371, alla morte di David II, il trono passò a Roberto II, nipote del primo Roberto e figlio di Gualtiero, s'insalzò di S. Ebbé inizio così la nuova dinastia degli Stuart. Per molti anni la S. fu agitata dalle lotte civili fra la Corona e i nobili che si appogliavano all'Inghilterra e ai turbolenti Highlanders. Nel sec. XV la cultura scozzese segnò notevoli progressi: incominciarono però le controversie religiose suscitate dalla penetrazione delle dottrine del Lollardi. Giacomo IV (1488-1513) cercò di domare la nobiltà, ma fu disfatto e ucciso dagli Inglesi. Il suo successore Giacomo V volle rendere più stretti i rapporti con la Francia sposando Maria di Guisa. Alla sua morte (1542) la corona passò alla figlia Maria ancora fanciulla, mentre il Regno era retto dall'arcivescovo David Beaton (nipote di Giacomo Beaton e suo successore nell'arcivescovo di Glasgow) che Paolo III creò cardinale. Il Beaton fece ogni sforzo per arrestare il movimento protestante e si oppose alle proposte nozze di Maria con il figlio di Enrico VIII. Maria fu mandata in Francia dove sposò Francesco II. Il card. Beaton fu ucciso nel 1546 e gli uccisori, rifugiati nella fortezza di St. Andrews, furono costretti alla resa da una flotta francese; uno di costoro, Giovanni Knox, fuggì a Ginevra dove abbracciò il calvinismo. Quando salì al trono inglese Elisabetta, mentre i cattolici consideravano Maria, bismipote di Enrico VII, come regina legittima, i protestanti scozzesi unirono i loro interessi con quelli inglesi; mentre l'appoggio armato che la Francia dava alla reggente Maria di Guisa permise a Knox di identificare il calvinismo con la difesa dell'indipendenza nazionale. Morta nel 1560 Maria di Guisa, le milizie francesi, minacciate da un intervento inglese, si arresero; una reggenza di nobili tenne il governo in attesa del ritorno di Maria, intanto Knox organizzava su basi democratiche la Chiesa riformata. Da questo momento l'Assemblea generale elettiva, che stava al sommo della gerarchia calvinista, dominò tutta la vita politica del paese. La riforma si era così fortemente consolidata in S. che Maria, rientrata nel 1561, non riuscì a reprimere. I seguaci di Maria furono sconfitti, ed essa si rifugiò in Inghilterra, dove più tardi (1587) Elisabetta la fece giustiziare. Fallito un tentativo di riscossa cattolica nel 1579, Giacomo VI, figlio di Maria, che era avverso al presbiterianismo scozzese, divenuto Giacomo I d'Inghilterra, impose in S. la confessione anglicana. Ma quando suo figlio Carlo I volle sostituire i vescovi ai nobili, questi nel 1638 strinsero un patto nazionale (Covenant) a difesa del presbiterianismo. La rivolta scozzese dette inizio alla rivoluzione inglese. Dopo la disfatta e l'esecuzione di Carlo I, invano aiutato dal conte di Montrose e dagli Highlanders cattolici, il Cromwell represse con le armi un risveglio del regalismo scozzese non presbiteriano. La restaurazione degli Stuart con Carlo II riaccese le lotte religiose. Il nuovo Re usò verso i presbiteriani una certa tolleranza, ma dichiarò soppresso il Covenant e restituì in carica i vescovi. Le ribellioni che seguirono furono domate ferocemente fino al 1688. Dopo la fuga di Giacomo II i funzionari cattolici ed episcopali lasciarono la S. e gli Socczesi ripristinarono il calvinismo e offrirono la corona a Guglielmo d'Orange e a sua moglie. Gli Highlanders ribelli furono sterminati. La restaurazione del presbiterianismo non restituì però alla Assemblea generale il pre

dominio che aveva prima esercitato sugli affari di governo. Infine le necessità economiche della S. e il fatto che l'Inghilterra era impegnata nella guerra con la Francia indusse i due Stati a trattare della loro unione, che fu conclusa dopo lunghi negoziati nel 1707. L'accordo non eliminò i malcontenti. Seguirono ancora rivolte giacobite e vani tentativi di restaurazione, che terminarono con la disfatta del pretendente Carlo Edoardo a Culloden Moor (1746). Il Patto di unione del 1707 non prevedeva mutamenti nella Chiesa presbiteriana, ma quando si autorizzarono i dissidenti ad usare la liturgia anglicana e si abolì l'elezione popolare dei ministri, si verificò una prima successione (1733). Un secolo dopo ca. (1843), essendosi annullato il diritto dei padri di famiglia di rifiutare un ministro, si ebbe uno scisma, e metà del clero costituì la nuova Chiesa libera di S. Alla fine dell'Ottocento però le due Chiese presbiteriane si fusero nuovamente. Rimase tuttavia distinta la Chiesa episcopale con sette diocesi. La Chiesa cattolica aveva con la «riforma» perduto beni ed organizzazione; da quel momento la S. tornò ad essere terra di missione e passò quindi alle dipendenze di Propaganda Fide. Leone XII ne riorganizzò la circoscrizione ecclesiastica nel 1827 dividendola in tre zone: settentrionale, orientale e occidentale. Nel 1878 Leone XIII, con la bolla Ex supremo Apostolatus apice, ricostituì la gerarchia cattolica scozzese, ripristinando l'arcivescovo di St. Andrews ed Edimburgo con quattro suffragane, e l'arcivescovo di Glasgow alle dipendenze dirette della S. Sede. - Vedi tav. VI.

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