RODESIA

RODESIA. -

I. GEOGRAFIA

È il nome dato alla grande (1,1 milioni di kmq.) regione sud-africana interna compresa fra il medio Limpopo (Transvaal) a S., il Mozambico e il Niassa ad E., il Tanganica e il Congo Belga a N., l'Angola e il Beciuana ad O. Il nome deriva da quello di Cecil Rhodes (1853-1902), che riuscì ad estendere, fino dal 1890, l'influenza britannica su questi territori, di cui aveva scoperto la straordinaria ricchezza ed intuito il sicuro avvenire.

La R. non forma un'unica, ma due distinte unità politiche: la R. settentrionale e la R. meridionale, separate dal corso del medio Zambesi, da Sambala a Zumbo. La prima è estesa quasi il doppio della seconda e risulta in complesso da un altopiano elevato in media oltre i 1000 m., in cui si aprono vaste aree depresse (corsi dello Zambesi, dei suoi affluenti Kafue e Luangwa, e del Chambesi-Lupula), mentre le zone più settentrionali si innalzano fino oltre i 2600 m. La R. meridionale, chiusa fra il Kalahari ed i Monti Inyangani, è anch'essa formata da una serie di altopiani, che nella zona centrale si mantengono sui 1200 m. di altezza. Il clima ha carattere subequatoriale (ma temperato dall'altezza), più accentuato nella R. settentrionale, dove le piogge sono anche più copiose e meno favorevoli le condizioni di vita dei bianchi per la presenza di aree infestate dalla malaria e dalla mosca tese.

La recente colonizzazione della R. ne ha rivelato sempre più chiaramente le immense e varie risorse. L'agricoltura ha buone prospettive, sia per i cereali, quanto, e più, per il caffè, tabacco, il cotone, le arachidi e le piante da frutto. Anche la silvicoltura può dare buoni utili, ma più ancora ne assicura l'allevamento (2,7 milioni di capi bovini, nella R. meridionale), che consente già una larga esportazione di carne. Ma la vera ricchezza delle due R. è nel sottosuolo, che racchiude carbone, oro, ferro, argento, amianto, tungsteno, platino, cromo (R. meridionale), rame, zinco, piombo, vanadio, stagno, manganese (R. settentrionale), ecc., in quantità e con ubicazioni tali, da rendere prevedibili a non lunga scadenza uno sviluppo industriale di proporzioni grandiose. Di fatto, le industrie sono già in piena attività (acciaierie, raf-

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(fri. Alivari)
Rococo - Calice in argento (sec. sviti). Firenze, Museo degli argenti.

minciò ad interessare gli europei, faceva parte del regno indigeno dei Matabéle e costituiva una zona oltremodo importante per l'ulteriore espansione britannica nel continente nero. Una sua occupazione da parte dei Boeri avrebbe infatti infranto il sogno britannico di unire la colonia del Capo ed il protettorato della Beccuania con i territori inglesi dell'Africa orientale ed avrebbe isolato i possedimenti britannici dell'estremità meridionale del continente. Nel timore che i Boeri del Transvaal potessero invadere il Matabeleland, Cecil Rhodes, per mezzo di un suo emissario, Moffat, concluse nel 1888 con Lobengula, re dei Matabele, un trattato in virtù del quale il sovrano indigeno si impegnò a non cedere i propri territori ad altri senza il consenso inglese. Subito l'anno dopo il Rhodes ottenne dal governo britannico il riconoscimento della Compagnia britannica del Sud-Africa (British South Africa Company), di cui fu uno dei direttori, ed il suo scopo era lo sfruttamento e l'amministrazione del Matabeleland e del Mashonaland. La sua sfera d'attività veniva vagamente determinata nella regione a nord della colonia del Capo e ad occidente dei domini portoghesi dell'Africa orientale, ma fin dal 1891 la Compagnia estese la propria influenza a settentrione del fiume Zambesi, e quindi nell'odierna R. settentrionale. Dopo la grande rivolta dei Matabele nel 1896, nelle R. si sviluppò la colonizzazione bianca, favorita dalle ricchezze minerarie e dalla fertilità del suolo. Scaduta nel 1915 la concessione della British South Africa Company, questa a causa dello scoppio della prima guerra mondiale fu prorogata di altri dieci anni, finché nel 1923 e nel 1924 le due R. ebbero lo status coloniale. In seguito la R. meridionale conseguì una rilevante autonomia politica, che avvicinò la sua condizione a quella di un Dominion del Commonwealth e nel 1948 il primo ministro, sir Godfrey Huggins, partecipò alla conferenza dei primi ministri del Commonwealth a Londra. La R. settentrionale, i cui confini furono esattamente determinati nel 1911, passò pure essa alle dirette dipendenze della Corona, rappresentata da un governatore generale, coadiuvato nella sua azione amministratrice da un consiglio esecutivo. La scoperta nel 1931 di giacimenti, particolarmente ricchi, di rame contribuì a favorire l'immigrazione bianca e pose in prima linea la necessità di adeguare misure per la popolazione indigena, sia dal punto di vista di una sua partecipazione al governo della regione, sia da quello di una favorevole legislazione sociale. Attualmente nelle due R. viene patrocinata la loro unione con il territorio di Niassa. Nel 1944 fu creato pertanto il Consiglio dell'Africa centrale (Central African Council), composto dai governatori dei tre territori, dal primo ministro della R. meridionale e da nove membri (tre per ogni territorio). Nel febbraio 1949 in una conferenza tra rappresentanti dei tre territori si parlò estesamente della possibilità di procedere alla creazione di una federazione sul modello australiano.

BIBL.: A. Brusa, *Le R. nell'Eufrica di domani*, Milano 1941, con bibl.; C. Currey, *The British Commonwealth since 1915*, I, Sydney-Londra 1950, pp. 400-403; II, 1951, pp. 152-158; C. Giglio, *La politica africana dell'Inghilterra nel XIX sec.*, Padova 1950, pp. 239-76.

III. EVANGELIZZAZIONE

Il primo missionario nella R. meridionale attuale, cioè nel Regno di Monomotapa, fu il gesuita Gonçalo da Silveira nel

RODESIA - 1) Confini di Stato o di colonia; 2) confini di circoscrizione ecclesiastica; 3) ferrovie.

Inferie, prodotti chimici, fertilizzanti, tessili, ecc.), ma una loro più razionale espansione è condizionata dalla soluzione dei due essenziali problemi della R.: l'afflusso di braccia e la disponibilità di adeguati sbocchi alla produzione.

La popolazione indigena è costituita da negri-bantu, in maggioranza pagani. Gli Europei sono meno di 150 mila, dei quali appena 23 mila nella R. settentrionale. I centri abitati sono ancora radi e piccoli: solo Salisbury e Bulawayo nella R. meridionale oltrepassano i 50 mila ab.

La R. settentrionale è un protettorato con un governo natore di nomina imperiale, che è a capo di due consigli, uno legislativo e uno esecutivo, in parte elettivi; la R. meridionale, che è colonia dal 1923 e gode di maggiore autonomia, tende verso la costituzione di un Dominio a cui finirebbero per aggregarsi, oltre la R. settentrionale, anche altre unità dell'Africa centro meridionale britannica.

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1560, che riuscì a convertire il principe regnante e alcuni capi. Il 15 marzo del 1561 cadde vittima degli intrighi dei maomettani della corte. Una spedizione di vendetta intrapresa nel 1571 dai Portoghesi fallì. Dal 1577 i Domenicani del convento di Mozambico portarono la missione anche nel Regno di Monomotapa. Nel 1607 vi si unirono i Gesuiti. Nel 1628 si ebbe una guerra tra i Portoghesi e il Monomotapa, vinta dai primi condotti dal domenicano Luiz do Espiritu Santo, ma nel 1633 i Portoghesi e i Domenicani furono di nuovo massacrati. Nel 1652 i Domenicani riuscirono di nuovo a battezzare il principe regnante, ma né i Domenicani né i Gesuiti poterono impiantare il cristianesimo in modo stabile nel territorio del Monomotapa, e nel sec. XVIII la missione ebbe fine a causa delle complicazioni politiche e la soppressione della Compagnia di Gesù.

La recente attività missionaria della R. s'iniziò nel corso del sec. XIX, nel sud dal 1879 per opera dei Gesuiti, nell'est per mezzo dei Padri Bianchi dal 1895. Infatti nel 1879 fu affidata ai Gesuiti la missione dello Zambesi che comprendeva l'attuale R. meridionale e settentrionale, la parte settentrionale del Bechuanaland ed i territori sullo Zambesi dell'Africa orientale portoghese. Con grandi sacrifici, dopo un lavoro di più di dieci anni riuscirono a fissarsi nella R. meridionale. Nel 1893 il territorio fu occupato dagli Inglesi, che sedarono nel 1896 anche le insurrezioni dei Matabele e dei Mashonas. La nuova situazione permise all'apostolato progressi maggiori. Più tardi si unirono i Trappisti di Mariannhill, che fondarono un centro missionario in Triashill, e i Gesuiti polacchi che cresero le loro stazioni nella R. settentrionale, partendo da Brokenhill. Nel 1915 la Missione dello Zambesi fu elevata a prefettura apostolica, nel 1927 la parte settentrionale fu smembrata come prefettura apostolica di Brokenhill. Nel 1931 la prefettura dello Zambesi fu eretta a vicariato apostolico con il nome di Salisbury e ai Padri di Mariannhill fu ceduta la parte occidentale come missione di Bulawayo. Ai Gesuiti polacchi di Brokenhill si aggiunsero nel 1931 i Cappuccini irlandesi e nel 1938 i Conventuali italiani. Nella parte meridionale di Salisbury nel 1938 la Società missionaria svizzera di Betlemme entrò nel campo missionario.

Dal 1895 nella R. settentrionale presso la tribù dei Babemba lavorarono i Padri Bianchi. Mons. Giuseppe Dupont riuscì ad ottenere grandi successi, anzi fu eletto capo dell'indigeni. Aiutato da catechisti ben formati fondò cristianità fiorentini. Nel 1913 il Babembaland fu smembrato dal vicariato di Niassa ed eretto in vicariato apostolico di Bangweolo, diviso di nuovo nel 1933 e nel 1937. L'attuale divisione ecclesiastica della R. è la seguente:

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R. meridionale: Bulawayo, 1931 Misto sui iuris, 1932 prefettura apostolica, 1937 vicariato apostolico affidato alla Congregazione dei Missionari di Mariannhill; Fort Victoria, 1946 prefettura apostolica, 1950 vicariato apo-

RODESIA - Perziale veduta di Bulawayo.

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RODESIA - Scuola governativa a Lusaka.

RODESIA - 1950 vicariato apostolico affidato alla Società delle Missioni estere di Betlemme (Svizzera); Salisbury, 1879 missione, con il nome di Zambesi, 1915 prefettura apostolica, 1927 nome di Salisbury, 1931 vicariato apostolico affidato ai Gesuiti. R. settentrionale: Kasama, 1913 vicariato apostolico di Ban-guelo. 1952 con il nome di Kasama, affidato ai Padri Bianchi; Fort Rosebery, 1952 prefettura apostolica; Fort Jameson. 1937 prefettura apostolica affidata ai Missionari d'Africa; Livingston, 1936 prefettura apostolica con il nome di Vic-toria Falls, 1950 vicariato apostolico affidato ai Cappuccini; Lusaka, 1927 prefettura apostolica con il nome di Broken-hill, 1946 nome di Lusaka, 1950 vicariato apostolico affidato ai Gesuiti; Abercorn, 1913 Misio sui iuris dei Lwanga. 1937 vicariato apostolico affidato ai Missionari di Africa. 1951 nome di Abercorn; Ndola, 1938 prefettura apostolica. 1949 vicariato apostolico affidato ai Minori Conventuali.

BIBL.: L. Kilger, Die erste Mission unter den Bantustämmen (Aufzührer), Münster 1917; J. Beckmann, Cenni storici sulla missione dello Zambesi, in Betlemme, 4 (1939), pp. 335-38. 362-66; H. Pineau, Evéque Roi des Brigands, marg. Dupont, (Vigilia), 1937.