REYKJAVIK. - Capitale dell’Islanda; il suo nome significa «baia del fumo» a causa delle sorgenti termali i cui fitti vapori spesso oscurano l’atmosfera. In posizione pittoresca sulla riva meridionale del Faxa Fiord, sulle coste occidentali dell’Isola, la città si estende in una depressione tra due colline, in una zona che, se è desolata e misera, resta tuttavia sempre sgombra dai ghiacci.
R., sita nel luogo di più antico insediamento dell’Islanda, era, al principio del sec. XIX, un villaggio di modestissime possibilità, con appena 300 ab.; questo numero è salito sino a superare i 33.000 nel 1951. Lo sviluppo della città è dovuto all’urbanesimo, vivendo in
essa un quarto dell'intera popolazione islandese. Il clima è abbastanza mite, variando la media annua della temperatura dai 3° a 10° ca. R. è il primo tra i porti del SO ed è, come gli altri, attrezzato soprattutto per la pesca del merluzzo, in posizione favorevole rispetto ai distretti di pesca di NO e di SE e rispetto alle zone agricole dell'interno, anch'esse situate in prevalenza nella parte SO dell'Isola. Attraverso questo porto, reso recentemente più sicuro da adeguate attrezzature, passa tutto il commercio estero dell'Islanda. Unita con linee regolari all'Europa e all'America, R. assiste ad un aumento delle relazioni di traffico e di cultura con il resto del mondo, oltre che ad un intensificato movimento turistico. A R. hanno sede l'Università, il Museo nazionale di antichità, la Biblioteca, il Museo d'arte, un teatro nazionale. La città, già sede di prefettura apostolica dal 1923, è, dal 1929, sede di vicariato apostolico (per la storia V. ISLANDA). C'è anche un vescovo protestante: la Costituzione, pur considerando culto statale quello luterano, assicura la libertà religiosa.