«SATIS COGNITUM». - Enciclica di Leone XIII (30 giugno 1896) sull'unità della Chiesa (Acta Leonis XIII, XVI, Roma 1897, pp. 157-210; parzialmente in Denz-U, 1954-62).
Esordisce accennando al duplice errore di quelli che negano la visibilità della Chiesa rifugiandosi nella sua soprannaturalità o la considerano soltanto visibile come un'istituzione comune, ricusandole la qualifica di regolatrice delle comunicazioni divine. La Chiesa, afferma il Pontefice, è una società simultaneamente esterna ed interna, visibile ed invisibile, umana e divina (teandrismo) come il suo esemplare e capo, Gesù Cristo. Questa divina istituzione, cui ripugna qualunque nestorianesimo (sola visibilità) e monofisismo ecclesiologico (sola invisibilità), è, ad imitazione di Cristo, di cui è il prolungamento, «unica», e pertanto gode della unità della fede (magistero), del culto (ministero) e del regime (governo giurisdizionale). Perché il governo interno della Chiesa fosse dotato di perfetta unità, Cristo stabilì il primato del Romano Pontefice, che non distrugge o sminuisce il potere episcopale, ma lo unifica, lo difende e lo avvalora.
L'enciclica illustra, tra l'altro, punti importanti della ecclesiologia, l'intima struttura teandrica della Chiesa, la sua unità, il magistero e la sua necessità e importanza, il primato romano e il suo rapporto con l'episcopato.