SCHLEIERMACHER, FRIEDRICH ERNST DANIEL

SCHLEIERMACHER, FRIEDRICH ERNST DANIEL. - È il caposcuola della teologia romantica tedesca e il rappresentante più insigne della rottura della religiosità protestante con il razionalismo speculativo. N. il 21 nov. 1768 a Breslavia da un pastore e dalla figlia di un pastore, ebbe un'educazione famigliare profondamente religiosa a sfondo pietista, che continuò nel Collegio della « comunità dei fratelli » (Brüdergemeinde) a Niesky e poi nel Seminario di Barby dove provò i primi dubbi sulla Chiesa. Compì gli studi superiori a Halle, e quindi fu nominato predicatore prima a Landsberg (1794) e poi alla Charité a Berlino (1796) dove conobbe F. Schlegel e frequentò, presso Henriette Herz, la migliore società berlinese. Nel 1799 è predicatore a Potsdam e nel 1802 a Stolpe in Pomerania; nel 1804 incominciò la carriera universitaria come professore straordinario a Halle e nel 1810 fu chiamato alla cattedra di teologia della nuova Università di Berlino. S. ebbe molti dolori famigliari (separazione dalla moglie e perdita del figlio prediletto Natanaele, nel 1829) e dovette sostenere aspre lotte dottrinali (specialmente con Hegel, che trionfava nella Facoltà di filosofia). M. a Berlino il 12 febbr. 1834. Fu il fondatore e presidente fino alla morte dell'Accademia delle scienze di Berlino.

L'opera di S. è quanto mai vasta e abbraccia, oltre le prediche, tutto l'ambito delle scienze filosofiche e teologiche. La sua traduzione di Platone (manca il Timeo) è ancora classica e lo studio sulla filosofia di Eracilio ha aperto la via alle moderne indagini sul misterioso filosofo. Il pensiero di S. è una sintesi fra la dottrina spinoziana dell'unica sostanza e l'immediatezza kantiana del « sentimento ». La conoscenza umana è condizionata dai sensi esterni e interni, dai quali l'intelletto elabora rispettivamente il suo intendere, l'uno « organico » e l'altro « intellettuale » in cui si contiene l'elemento a priori. Tempo e spazio sono le forme di esistenza delle cose; la molteplicità degli oggetti forma un'unità reale d'insieme che è un tutto inorganizzato. Questa è il mondo: l'unità della totalità del mondo è la divinità. Ogni parte del mondo sta in rapporto scambievale con tutte le altre, di attività e passività. Quello dell'attività è dato, nell'uomo, dal sentimento della libertà, quello della passività, dal sentimento della dipendenza, sul quale per S. si fonda tutta la religione. La sua teologia non è che lo sviluppo del « sentimento di dipendenza » (Abhängigkeitsgefühl) a traverso i problemi fondamentali del cristianesimo. Trasferendo l'ideale romantico nella riflessione teologica e filosofica, S. cerca la via diretta di accesso dell'umana coscienza nel « Tutto » dell'essere e nella verità della Rivelazione, ed egli la indica nella « mistica », nell'atteggiamento di pura passività del sentimento. Pietista per educazione e contemporaneo di Fichte, Schelling, Hegel, ridusse la religione al sentimento della relazione diretta dell'anima con la divinità, indipendentemente da ogni circostanza storica. Nelle Reden über die Religion (1799), che gli aprirono la carriera, egli dichiara: « Gli uomini fanno della loro religione una religione storica. Essi vedono Dio in Giudea e in Egitto, in Mosè e in Gesù, ma non attorno a sé. Noi abbiamo bisogno di una religione viva: di avere nei nostri cuori la fede che albergava nel cuore di Abramo e di Paolo. Ho bisogno non di una religione libresca, ma emanante da tutte le cose ». Questa

religione, senza dogmi e senza Chiesa, non è né un sapere né un fare, è sentimento, cioè la coscienza immediata della dipendenza del finito dall'infinito, dell'uomo da Dio, ed ha la sua sede nell'affettività (Gemüté). Nei Monologe del 1800 S. difese energicamente la libertà di coscienza. Nella più matura Dialektik il sentimento sembra assumere una funzione ancor più trascendentale: esso è il «portatore» (Träger) di tutte le altre funzioni, al di là quindi del conoscere e del sentire ordinari, in quanto è l'identità originaria di entrambi. Perciò il sentimento non è soggettivo ma attua l'autocoscienza sua individuale come universale: «è la forma universale dell'aver-se stessi» (Dialektik, ed. integrale di R. Oldebracht, Lipsia 1942, § 215, p. 286 sgg.). La rivelazione non è una comunicazione straordinaria che venga dall'alto, ma consiste nel prender coscienza della propria vita intima e di una nuova intuizione che in essa nasce dall'Infinito. La religione più perfetta è il cristianesimo e Cristo è la personalità religiosa più alta, apparsa nella storia: nella sua anima si è dispiegata la divinità con piena chiarezza mostrando che ogni finito abbisogna di una comunicazione più alta per aderire a Dio. Inutile quindi discutere sulla storicità della vita di Cristo e dei suoi miracoli. La rivelazione continua sempre in ogni scoperta dello spirito umano, e la profezia non è che un'anticipazione che questo spirito fa dal suo sviluppo. L'opera principale: Der christliche Glaube (1823), svolge in modo sistematico il principio del «sentimento di dipendenza» mostrando come i vari dogmi sono la «modificazione» (Modification) di quel sentimento; quindi di ogni verità dogmatica circa gli attributi di Dio, la Trinità, l'Incarnazione, la Redenzione, il peccato e la Grazia ecc., il contenuto valido per la coscienza cristiana è determinato da ciò che il «sentimento di dipendenza» esprime nella coscienza dei singoli in un dato momento (Der christliche Glaube, parte 1ª, cap. 2, 30). Questo sentimento dunque tiene il posto dei miracoli, delle profezie, del magistero ufficiale e delle prove di qualsiasi genere: esso è l'unico interprete della «sola fides», ch'è qui intesa come il sentimento che nasce dall'incontro dell'autocoscienza della libertà di fronte alla natura e alla storia (op. cit., § 32). modernismo (v.) e dai fautori della «teologia del sentimento» (Gefühlstheologie): esso ha ispirato lo sviluppo dei moderni indirizzi della filosofia della religione e della storia delle religioni i quali esauriscono l'essenza della religione nella «esperienza religiosa» (R. Otto, A. Ritschl, W. Herrmann, G. Wobbermin). Critici radicali di S. sono stati Hegel, B. Baur, Strauss, Feuerbach e tutta la sinistra hegeliana.

BIBL.: opere: ed. completa in 3 parti (teologia 13 voll.; prediche 10 voll.; filosofia 8 voll.), Berlino 1835-64; Briefe, 4 voll., 2ª ed., Berlino 1865. Studi: F. Lichtenberger, Histoire des idées religieuses en Allemagne depuis le XVIIIe siècle jusqu'à nos jours, II, Parigi 1888, pp. 65-238; M. O. Stammer, S.s. Aesthetizismus in Theorie u. Praxis während der Jahre 1796-1802, Lipsia 1913; W. Dilthey, Leben S.s., Berlino 1870; 2ª ed., Berlino-Lipsia 1920; P. Schutz, Das künstler. Element in der Metaphysik S.s., Brema 1914; I. Wendland, Die religiöse Entwicklung S.s., Tubinga 1915; Th. Siegfried, Des romant. Prinzip in S.s Reden über die Religion, Berlino 1916; R. Haym, Die romant. Schule, Ein Beitrag zur Gesch. des deutsch. Geistes, 4ª ed., Berlino 1920, cap. 3, p. 447 sgg.; F. Neubauer, Die Begriffe der Individualität u. Gemeinschaft im Denken des jungen S., Stoccarda-Gotha 1923; E. Brunner, Die Mystik u. das Wort. Der Gegensatz zwischen moderner Religionsauffassung u. christl. Glauben, dargestellt an der Theologie S.s., Tubinga 1924; L. Stamer, Das Übernatürliche bei S., Würzburg 1925; W. Schultz, Die Grundprinzipien der Religionsphilos. Regels u. der Theologie S.s. ein Vergleich, Berlino 1937; I. J. Rouge, Discours sur la religion. Traduction, introduction et notes, Parigi 1944; F. W. Wentzlaff-Eggebert, Deutsche Mystik zwischen Mittelalter u. Neuzeit, Tubinga 1947, pp. 226-30 e 337 sgg. (bibl.); K. Barth, Die protestantische Theol. im 19. Jahrh., Zurigo 1947, pp. 379-424; F. Flückinger, Philosophie u. Theologie bei S., ivi 1947 con bibl. completa (pp. 186-90); W. Ziegenfuss-G. Jung, s. V. in Philosophen-Lexikon, II, Berlino 1950, pp. 456-62 (con bibl.); H. Schlottermann, Vom göttlichen Urgrund, Amburgo 1950, pp. 121-51. Cornelio Fabro
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“SCHLEIERMACHER, FRIEDRICH ERNST DANIEL.” Enciclopedia Cattolica, vol. XI (1953), p. 63. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/schleiermacher-friedrich-ernst-daniel.