SCILLITANI, SANTI, MARTIRI

SCILLITANI, santi, martiri. — Sono commerciali nel Matrimologio geronimiano e nel Calendario di Cartagine il 17 luglio. Essi sono considerati i protomartiri africani, poiché secondo la testimonianza di Tertulliano (Ad Scapulam, 3) il proconsule che li condannò fu il primo persecutore in Africa.

Del loro martirio si posseggono gli atti; non sono la copia autentica dei protocolli giudiziari poiché appaiono molto compendiati, ma furono redatti probabilmente da un testimone oculare del processo e costituiscono uno dei più antichi documenti del genere. Il 17 luglio 1860, dodici cristiani di Scillium, Sperato, Nartzalo, Cittino, Veturio, Felice, Aquilino, Letanzio, Gennara, Generosa, Vestia, Donata e Seconda furono arrestati e condotti a Cartagine al tribunale del proconsule Vegellio Saturnino. Iniziato l'interrogatorio tutti concordemente professarono la loro fede; invano il proconsule cercò di indurli a cambiare parere accordando loro un mese di tempo per riflettere: i confessori rifiutarono dichiarando che erano fermi nella loro decisione. Furono perciò condannati alla decapitazione. In loro onore fu edificata una basilica ricordata da Vittore di Vita (Hist. persec. Vandal., I, 3) e nella quale s. Agostino recitò alcuni discorsi.

Bibl.: Acta SS. Fulii, IV, Parigi 1868, pp. 204-16; P. Franchi de Cavalieri, Le religione dei martiri s., in Rom. Quartalschr., 17 (1903), pp. 209-21; H. Delehaye, Les passions des martyrs et les genres littér., Bruxelles 1921, pp. 60-63, 393-400; id., Les origines du culte des martyrs, in 1933, p. 376; P. Allard, Stor. critica delle persecuz. (ed. it.), I, Firenze 1931, pp. 411-14; Martyr. Hieronymianum, p. 379 seq.; Martyr. Romanum, p. 292.

AGOSTINO AMORE