SCOLASTICA, santa. - Sorella di s. Benedetto (v.), n. a Norcia intorno al 480, m. presso Cassino il 10 febbr. 547 (prima si riteneva il 543), secondo la tradizione 40 giorni prima del fratello.
Unica fonte storica rimangono i Dialoghi di s. Gregorio Magno (I. II, capp. 33-34: PL 66, 194-96; ed. U. Moricca, Roma 1924, pp. 125-28), base di tutto ciò che gli agiografi posteriori narrano circa la vita della Santa (cf. Martyr. Romanum, p. 56). Consacratasi a Dio fin dall'infanzia, S. rimase sempre strettamente legata a s. Benedetto: a Subiaco (monastero di Roccabotte?) e a Cassino, nel monastero presso Plumbariola (Piumarola o Primarola, in territorio d'Aquino, a 3 miglia da Cassino) o, come preferisce il card. Schuster (v. BIBLICA), ai piedi del monte, ove avveniva l'annuale incontro con il fratello, presso la cosiddetta «Cappella del Colloquio». Qui, infatti, recenti scavi (1939 sgg.) hanno messo in luce i resti di una chiesetta absidata, che in un secondo tempo fu resa più lunga e trasformata in tricora. Qui, il 6 febbr. 547, sarebbe avvenuto l'ultimo colloquio con il fratello, e il miracolo della tempesta riferito, secondo il racconto di s. Gregorio, nel Breviario Romano (10 febbr.). Tre giorni dopo Benedetto, in contemplazione nella torre del suo monastero, vide l'anima della sorella salire al cielo in forma di colomba, e ne seppellì le spoglie mortali nel sepolcro che aveva già preparato per sé sulla cima del monte, nell'oratorio di S. Giovanni Battista (v. ut, quorum mens una semper in Deo fuerat, eorum quoque corpora nec sepultura separaret»).
Una tradizione, che trae forse origine da queste parole di s. Gregorio Magno, ma che nel sec. IX fu accolta a Montecassino, vorrebbe fare dei due Santi due gemelli. Soave figura che addolcisce quella austera di Benedetto, e ideale modello di una vita consacrata a Dio nel chiostro. S. è stata scelta dalle Benedettine come loro singolare Patrona. Viene rappresentata da badessa, con il libro delle Regole e con la colomba che richiama la visione di Benedetto, oppure nel suo ultimo colloquio con lui. È invocata contro i lampi, ed anche per ottenere la pioggia. Nel sec. IX, ai tempi di Leone IV (ca. 847-55), le fu intitolato il principale monastero benedettino di Subiaco.
Contrariamente alla costante tradizione cassinese, molti dotti, specie francesi, ritenevano che i corpi di s. Benedetto e di s. S. fossero stato portati, nel sec. VII, a Fleury-sur-Loire (cf. H. Leclercq, Fleury-sur-Loire, in DACL, V, coll. 1709-61). Ma il ritrovamento delle loro reliquie a Montecassino, nell'agosto 1595, sotto l'altare maggiore della devastata Cattedrale, ha definitivamente risolto la secolare polemica (v. BIBLICA). Lo studio scientifico anatomico e radiologico dei resti (che erano frammisti tra loro) ha dimostrato trattarsi di ossa appartenenti a due sole persone, il cui corpo si è conservato sostanzialmente integro nel sepolcro: quello di s. Benedetto risulta di statura slanciata e robusto (altezza cm. 172); quello di s. S. di una donna minuta nelle diverse parti, pur tuttavia sana e robusta» (altezza cm. 159). - Vedi tav. IV.
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