SCUPOLI, LORENZO

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SCUPOLI, LORENZO. - Scrittore ascetico teatrino, a Otranto ca. il 1530, m. a Napoli il 28 nov. 1610.
SCUPOLI, LORENZO. - Scrittore ascetico teatrino, a Otranto ca. il 1530, m. a Napoli il 28 nov. 1610.

Entrato fra i Teatini di S. Paolo Maggiore in Napoli nel 1569 era nel 1577 a Piacenza, dove fu ordinato sacerdote per il Natale. Nel 1578 passò a Milano, quindi a Genova e poi, nel 1588, a Venezia. Fra gli aa. 1589-91 fu spesso a Padova, dove forse conobbe il giovane studente Francesco di Sales, il quale asseriva, più tardi, di aver avuto da un teatino un esemplare del Combattimento spirituale che gli servì molti anni di lettura. Caluniosamente denunciato per una colpa ignota, fu con decreto del Capitolo generale del 1585 ridotto allo stato di fratello laico. S. si sottomise alla dura penitenza, condannati verso la fine della vita, che chiuse in odore di santità nel convento di s. Paolo Maggiore in Napoli.

Il combattimento spirituale apparve anonimo nel 1589 a Venezia, dove allora dimorava lo S. Nel 1610, pochi giorni dopo la di lui morte, usciva in Bologna per la prima volta (era già superata la 50ª ed.) con il nome dell'autore. Il Combattimento è un « trattato di stregua spirituale » svolto con un metodo ascetico semplice e pratico, che conduce l'anima ad una perfezione tutta interiore, basata sul rinnegamento di sé e consumata nell'unione con Dio. I singoli argomenti sono sviluppati nei 66 capitoli con soezza di dottrina; la parte più originale e che più delle altre giustifiche il titolo dell'opera è quella che dà i suggerimenti per l'esercizio delle facoltà superiori, specie della volontà, i quali rivelano nell'autore una consumata conoscenza dello spirito umano. Permette al-l'ascetismo della scuola spagnola e influenzata dalla spiritualità francescana e ignaziana, in quei principi, che sono patrimonio dell'ascesi cristiana, l'opera dello S. rivela tutta via gli inconfondibili aspetti della scuola spirituale italiana, del sec. XVI. Il che avvalora il giudizio della critica storica, la quale ancor oggi nella grande maggioranza rivendica per lo S. la paternità del celebre trattato. Esso, peraltro, più che l'esperienza vissuta di un autore, va considerato come uno dei trattati fondamentali della spiritualità, che s'impose ai secoli successivi.

Lo S. ha pure lasciato, oltre un'Aggettiva al Combattimento, due opuscoli: Del modo di consolare ed aiutare gli infermi a ben morire e il modo di recitare la Corona della Madonna. Erroneamente vengono spesso attribuiti allo S. e pubblicati insieme con il Combattimento i trattati: De dolori mentali di Cristo nella sua Passione, della b. Battista Varani (v.), e Della pace interiore ovvero Sentiero del Paradiso, di Juan de Bonilla (v.).

BIBL.: J. Silos, Hist. Cleric. Reg., II, Roma 1655, pp. 277-79; III, Palermo 1666, p. 606; A. F. Vezzosi, Scrittori dei Chierici Regolari, II, Roma 1750, pp. 276-301; B. Steiner, Historisch-kritische Untersuchung über den Verfasser des « Geistlichen Kampfes », in Stud. und Mittel., 17 (1896), pp. 444-62; U. D'Alencon, Des influences francisc. sur l'auteur du « Combat spirituel », in Etudes Francisc., 27 (1912), pp. 72-83; M. Viller, Nicodème l'Hagiari et ses emprunts à la littérature spirituelle occident., in Rev. d'ascét. et de myst., 5 (1924), pp. 174-77; H. Bremond, Hist. litt. du sentiment religieux en France, VII, Parigi 1928, pp. 54-57; id., Introduction à la philosophie de la prière, vi 1929, p. 46 sgg.; J. Mercœur, s. V. in DTHC, XIV, 11, coll. 1745-46; P. Pourrat, La spiritualité chrétienne, III, Parigi 1926, pp. 358-68. Cf. le introduzioni alle diverse edd. del Combattimento; le migliori sono: quella critica a cura di C. Palma, Roma 1657 e Parigi 1660 (dedicate a Alessandro VII), e quella curata da G. Volpi, Padova 1750; pregevole anche quella francese di A. Morteau, Parigi 1927.

Francesco Andreu