SEGNA (SENJ, ZENGC), DIOCESI DI

SEGNA (SENJ, ZENGC), DIOCESI di. - Nella Croazia (Jugoslavia); unita con la diocesi di Montenegro; è suffragante di Zagabria.

Ha una superficie di 10.513 kmq. con una popolazione di 370.000 ab., dei quali 250.000 cattolici; conta 1.242 parrocchie, servite da 88 sacerdoti diocesani e 13 regolari; ha 1 seminario, 4 comunità religiose maschili e 6 femminili (Ann. Pont. 1952, p. 373).

Non si sa precisamente quando fu istituita la diocesi di S. Fino alla metà del sec. XII a. il territorio della diocesi (come pure quello di Modrussa) era sotto la giurisdizione del vescovo di Veglia (Krk). Da allora in poi si trova una serie ininterrotta di vescovi di S. La diocesi di Modrussa o Corbavia (Krbava) fu istituita nel 1185 nel Concilio provinciale di Spalato. La sede primitiva, fino al 1460, era a Corbavia (oggi Urbina) ed in seguito, a causa delle invasioni turche, fu trasferita a Modrussa. Dal 1567 i vescovi di S. amministrarono anche la diocesi di Modrussa fino al 1640 quando Urbano VIII la unì a quella di S. per aequalitatem iurum nella persona di un unico vescovo, il quale pertanto ancor oggi porta il titolo di «episcopus Segniensis et Modrussensis seu Corbaviensis».

Dal 1461 al 1534 anche Otočac, città nel territorio della diocesi di S., fu sede di una propria diocesi. Dal 1924 l'amministrazione apostolica di Kastav (anteriormente parte della diocesi di Trieste), fu affidata al vescovo di S. Dal 1787 fino al 1925 anche la città di Fiume (v.) faceva parte della diocesi di Modrussa; la S. Sede nel 1952 affidò una parte della diocesi di Fiume e la città stessa al vescovo di S. Fino al 1640 i vescovi di S. e Modrussa erano suffragane dell'arcivescovo di Spalato; poi fino al 1852 di quello di Strigonia, ed in seguito di quello di Zagabria. Tra i vescovi meritano speciale menzione il vescovo di Modrussa Simeone Kožičić (1500-36), erudito oratore al V Concilio Lateranense (1512), e l'erofico Antonio de Dominis, il quale assieme ai suoi canonici perì per mano turca, nel 1596, nell'assedio di Kilis. La città di S., sede della diocesi, fu nido degli Uscocchi, famosi per la loro secolare lotta contro i Turchi ed in seguito contro la Repubblica di Venezia. A S. inoltre fu aperta la prima tipografia croata (1494). Su tutto il territorio di queste diocesi la Messa è celebrata in rito romano, però in lingua veteroslava (v. GLAGOLITICA, SCRITTIURA). Quest'uso fu confermato da Innocenzo IV nel 1248 in una lettera al vescovo di S., Filippo, ed in seguito da altri papi. Durante le ripetute invasioni e la dominazione turca (secc. XVI e XVII) vennero e s'insediarono in queste diocesi in numero rilevante gli ortodossi, condottivi dai Turchi. Tentativi per l'unione, specialmente sotto il governo del vescovo Benzoni (1730-45), non ebbero dura-turo successo.

Dal 1806 al 1919 e poi dal 1934 al 1940 a S. c'era un Seminario maggiore. Oggi i chierici frequentano il Seminario maggiore di Fiume. Rispetto alla situazione dell'anteguerra (1941) il numero dei sacerdoti è più che dimezzato, le religiose non possono più svolgere il loro apostolato nei vari istituti, alcune parrocchie non esistono più ed anche il numero dei fedeli, in seguito agli errori della guerra, è sensibilmente diminuito.

BIBL.: D. Farlati, Illyricum sacrum, IV, Venezia 1769, V. indice; Codex diplomat. regni Croatica Dalmatiae et Slavoniae, a cura di T. Smičiklas, II-XV, Zagabria 1904-34, V. indici; K. S. Draganović, Le diocesi croate, in Croasia sacra, Roma 1943, pp. 196-99.