SETTE FONDATORI DELL'ORD. DEI SERVI DI MARIA, santi - I S. F. dei S. di Maria. Tela di G. M. Crespi detto lo Spagnolo (sec. XVII). Bologna, chiesa di S. Maria dei Servi.
La prima testimonianza letteraria orientale di detta leggenda si ha in un testo siriaco del sec. V. citato da Dionisio di Tell Mahre e Giacomo di Sérùg (m. nel 521) che la leggenda rielaborò poeticamente. In Occidente il culto dei S. D. era già penetrato nelle Gallie nel sec. VI. Gregorio di Tours (538-94) conobbe la leggenda sotto doppia forma (cf. MGH, Script. rer. Merov., I, pp. 550-52 [Glor. mart., 94], 848-52 [la Passio]). Sulla loro grotta in Efeso so Teodosio II (408-50) avrebbe fatto innalzare una basilica.
Nessuno, salvo qualche devoto agiografo, difende la storicità del racconto. Il devoto romanzo dei S. D. in sensibilemente, dal campo della letteratura passò in quello della liturgia; tuttavia il loro culto, in origine, non è la continuazione di un fatto religioso del politeismo greco (cf. H. Delehaye, op. cit. in bibl., p. 177 sg.). I S. D. Massimiano, Malco, Martiniano, Dionigi, Giovanni, Serapione e Costantino sono ricordati nel Martirologio romanzo il 27 luglio. Il Menologio di Basilio li ricorda al 23 ott. ma invece di Malco e Serapione ha Giamblico e Antonino.
Il Corano (surah 18,8 sg.) e gli hadit ( = tradizione) denominano i D. con i termini: ahl al-kahf, aghab al-kahf ossia «gli uomini della caverna». La loro leggenda viene usata per provare la verità della risurrezione della carne, come nella dottrina cristiana. Questa surah viene recitata ogni venerdì alla moschea. Una tradizione antica insegna che tale recitazione settimanale ripara le brecce fatte nel muro di Gog e Magog (cf. Cor. 18,93; 21,96) dalle ore barbariche omonime, la cui irruzione deve provocare la fine del mondo. Avvenimento escatologico di cui tutto il resto della surah ne espone i prodromi e di cui la preghiera dei credenti deve allontanare il giorno. Un antico hadit di Muhammad b. Hâlid di Huttal, discepolo di Ku-

SEtTE FONDATORI dell'Ord. dei Servi di Maria, santi - I S. F. dei S. di Maria. Tela di G. M. Crespi detto lo Spagnolo (sec. XVII). Bologna, chiesa di S. Maria dei Servi.
sine, non pochi credettero che l'Ordine fosse rimasto soppresso dal secondo Concilio di Lione (1274), sebbene risultasse che l'istituzione era stata più volte equivalente apportata dai pontefici fino dal 1256 e 1263. S. Alessio (m. nel 1310 a 110 anni) poté vedere il completo trionfo della nuova famiglia religiosa, con la definitiva approvazione pontificia dell'Ordine (111 febbr. 1304), che in seguito fu annoverato ed ebbe i privilegi degli Ordini mendicanti.
Risultano venerati con culto collettivo fino dal sec. XIV, ma solo di s. Alessio fu confermato il culto ab immemorabili il 10 dic. 1717 come beato, e quello degli altri sei il 30 luglio 1725 (cf. Benedetto XIV, De Servorum Dei beatificatione, lib. II, xxiv, nn. 143-145, 161-66 e lib. IV, parte 2ª, xviii, n. 15). In seguito però a nuovi miracoli, ottenuti grazie alla loro invocazione collettiva negli ultimi decenni del sec. XIX, il papa Leone XIII li canonizzò il 15 genn. 1888. Festa il 12 febbr.