SEUL (SOUL), VICARIATO APOSTOLICO di. - Situato nella regione sud-occidentale della Corea, ha una superficie di 71.820 kmq. e una popolazione di 5.800.000 ab.; la sede si trova nella città omonima, capitale dello Stato coreano.
Il 9 sett. 1891 fu eretto, per distacco dalla diocesi di Pekino (ora arcidiocesi), il vicariato apost. di Corea, comprendente il Regno di Corea e affidato alla Società delle Missioni Esterre di Parigi. In data 8 apr. 1911 il vicariato apost. di Corea, venne diviso nei due vicariati apost. di S. e Taiku. Il 5 ag. 1920, per divisione del vicariato apost. di S. fu costituito il vicariato di Wonsan (oggi vicariato apost. di Ham-Heung). Il 17 marzo 1927 fu dismembrato dal vicariato apost. di S. il territorio dell'odierno vicariato apost. di Pyong-Yang. L'8 genn. 1942 il vicariato apost. di S. passò al clero secolare coreano.
Il 1784 segna la data di introduzione del cristiano-simo in Corea. Il Re era tenuto ad inviare ogni anno alla corte di Pekino ambasciatori, incaricati di offrire un tributo di vassallaggio al supremo reggitore del celeste Impero. Questi inviati, durante il loro soggiorno nella capitale cinese, vennero a contatto con i Gesuiti.
La sua lunga vita fu veramente pia. La pratica de-
vota delle Sette Chiese lo istigò a farne una illustrazione
che tenesse conto dei ricordi archeologici, e perciò scrisse:
Memorie sacre delle Sette Chiese di Roma e di altri luoghi,
che si trovano per le strade di esse (Roma 1630). Nel 1629
A. BOSONE (v.) era stato delegato a rivedere questo lavoro
e lo aveva giudicato - pieno di molta erudizione, dottrina
e singolar pietà -. Nelle 1740 pagine, oltre alle chiese del-
l’itinerario sacro, sono notizie anche di molte altre minori.
A sua volta, il S. rese servizio alla memoria del Bosio,
curando la pubblicazione della sua monumentale opera,
che costituisce la base di tutti gli studi sulle catacombe, la
Roma sotterranea, uscita nel 1634 (anche se la data del
frontespizio è 1632) per sollecitudine del card. Francesco
Barberini. Il S. si limitò a modifiche secondarie ed a
qualche integrazione, specialmente nel IV 1., che fu
aggiunto in base ad una selva di appunti del Bosio e di
altri autori. D’altra parte, il Bosio aveva eliminato tutto
quello di cui aveva trattato il S. nel libro sulle Sette
Chiese. Nonostante la critica circa altro materiale che
si sarebbe potuto includere, il servizio offerto dal S.
agli studi fu veramente grandioso.