SEYSSEL, CLAUDIO di. - Arcivescovo di Torino, tra il 1450 ed il 1460, m. a Torino il 30 maggio 1520. Studiò all'Università di Pavia e poi a quella di Torino, dove si laureò in ambo i diritti nel 1486 dove subito insegnò diritto civile.
Consigliere del duca di Savoia, passò al servizio di Luigi XII, che molto lo apprezzò: da consigliere regio nel Parlamento di Tolosa, passò al Senato regio di Milano e nel 1506 fu fatto maître des requêtes. Servì il re in diversa ambascerie, in particolare in occasione del Conciliabolo di Pisa (1511) e della successiva riconciliazione con il Prete di Lione, papa. Dopo una temporanea amministrazione del vescovato di Lodi (1509), fu eletto dal Capitolo vescovo di Marsiglia il 9 luglio 1509, ma non ne
SEYSSEL CLAUDIO - SFONDRATI
472
di Pier Luigi Farnese, e riguardo all'Interim di Augusta (v. AUGUSTA, IV) che doveva regolare i rapporti con i protestanti in Germania ed appariva lesivo dei diritti del cattolicesimo, mentre non soddisfice a nessuna delle due opposte parti. Il cardinale che aveva tentato di impedirne la pubblicazione fu richiamato il 10 giugno 1548 e lasciò la Germania. Egli aveva avuto il governo della diocesi di Capaccio il 23 marzo 1547 e lo tenne fino al 9 nov. 1549 quando ebbe la diocesi di Cremona.
Figli di Francesco furono Niccolò che fu papa Gregorio XIV (v.) per pochi mesi e Paolo che sposò Sigismonda d'Este e continuò la famiglia; fu senatore di Milano e premorì al fratello nel 1587. Quattro figlie insieme con la zia Giulia furono monache presso le Angeliche a Milano con fama di grande virtù. La famiglia S. fu sempre legata ai Barnabiti di grande amicizia. Figlio di Paolo fu Paolo CAMILLO (lo si trova anche con il nome di Emilio) n. nel 1561, che lo zio Gregorio XIV creò cardinale il 19 dic. 1500 e volle presso di sé come segretario di Stato. In gioventù era stato assiduo al circolo che si radunava intorno a S. Filippo Neri, ma poi si mostrò avido di arricchire sé ed i suoi, abusando anche della confidenza in lui riposta dallo zio pontefice. Il 13 sett. ebbe il vescovato di Cremona e morì il 14 febbr. 1618. Con lui erano accorsi a Roma i fratelli ERCOLE, duca di Montemarciano, generale della Chiesa, che militò per la Lega in Francia; e FRANCESCO, generale delle galere, marchese di Montafia (1591).
Rcnata Orazì Ausenda
Sfondrati, FAMIGLIA - Monumento funebre del card. Paolo Camillo S., opera di C. Maderno (1618) - Roma, chiesa di S. Cecilia.
Spese il governo che il 3 dic. 1511. Fu trasferito a Torino l'11 maggio 1517. Oltre lettere e discorsi si hanno di lui una traduzione di Senofonte ed in particolare il Tractatus de triplici statu viatoris, dedicato a Leone X (Torino 1518). Tractatus de divina providentia (Parigi 1520) ed un breve e popolare Tractatus adversus errores et sectam Valdensium (ivi 1520), importante per conoscere le loro dottrine in quel tempo. Per esaltare la monarchia francese compone nel 1515 la Grant monarchie de France, stampata a Parigi nel 1519.