SHAISI, PREFETTURA APOSTOLICA DI

SHAISI, PREFETTURA APOSTOLICA di. - Nella parte sud della provincia del Hupeh, nella Cina centrale.
SHAISI, PREFETTURA APOSTOLICA di. - Nella parte sud della provincia del Hupeh, nella Cina centrale.

Fu eretta il 7 luglio 1936 con territorio smembrato dal vicariato apost. di Ichang e affidata all'Ordine dei Frati Minori, che per il lavoro missionario vi manda i religiosi della provincia regolare del Smo. Nome di Gesù negli Stati Uniti d'America. Ha un'estensione di 9560 kmq. Al 30 giugno 1948, su una popolazione totale di ca. 2.000.000 di ab., i cattolici erano 8119 e i catecumeni 793 con 4 sacerdoti secolari cinesi e 21 sacerdoti religiosi americani. Il personale ausiliario contava i fratello laico americano, 9 suore francescane missionarie di Maria di cui 6 cinesi e 16 suore terziarie francescane cinesi; 34 catechisti, 84 maestri. Sul territorio, diviso in 3 vicariati foranei, erano sparse 13 stazioni primarie e 106 secondarie con 2 chiese e 32 oratori. Le opere consistevano in 1 ospedale, 7 dispensari, 1 orfanotrofi, 1 ospizio per vecchi. Le scuole elementari avevano 1027 alunni, le 2 medie 357, le 2 superiori 86, le 16 di preghiera e primi elementi 437.

Gli inizi dell'apostolato missionario nel territorio di S. risalgono alla fine del sec. XVII per opera del gesuita p. Motel; nel 1727 mons. Müllener, C. M., ex alunno del Collegio Urbano di Propaganda Fide, vicario apost. dello Szechwan (1716-42), eresse un oratorio a S. dove si dice che avesse la sua residenza per qualche anno mons. Maggi, coadiutore del Müllener. Nel 1732 il sacerdote cinese Andrea Ly si era stabilito a Hengtishih, anche oggi fiorente cristianità. Dopo la soppressione della Compagnia di Gesù (1773) i cristiani di questo territorio furono assistiti dai sacerdoti secolari cinesi, ex-alunni del Collegio cinese della S. Famiglia di Napoli. Dopo il 1900 il cristianesimo fece sensibili progressi: nel 1935 i fedeli erano ca. 7000.

BIBL.: AAS, 29 (1937), pp. 21-23; Arch. di Prop. Fide, Relazione S. 1948; MC, 1950, p. 363. Adamo Pucci