SILOE. - Nome che designa una sorgente, oggi 'Ajn Siṭṭī Marjam, ad oriente di Gerusalemme, come
pure il canale sotto il colle Ophel attraverso cui passa il suo corso e la piscina che esso forma all'uscita. Delle acque di S. (mē haš-Šilōah) parla Is. 8, 6 e della piscina di S. (bērēkhath haš-Šelah) Neh. 3, 15. Attraverso il greco Σιλώχη il nome di S. si conserva nel moderno villaggio arabo di Silwān, a sud-est di Gerusalemme.
Particolare è l'importanza del canale per il fatto che in esso, nell'a. 1880, fu scoperta per caso, da un ragazzo che faceva il bagno nell'attigua piscina, una iscrizione ebraica antica, la più lunga che si conservi. Tale iscrizione commemora l'escavazione del canale e può essere attribuita all'epoca del re Ezechia (ca. 700 a. C.), in base alle notizie bibliche sulla costruzione da parte sua di un acquedotto per portare l'acqua a Gerusalemme (II Reg. 20, 20; II Par. 32, 30).
Secondo gli studi più recenti la traduzione più probabile dell'iscrizione, è la seguente: «... la perforazione. E questa è la storia della perforazione: mentre... il pic-
cone l'uno verso l'altro e mentre v'erano ancora tre cubiti da scavare, si udì una voce di un uomo che chiamava l'altro, poiché vi era una fessura [?] nella roccia da destra e da... E nel giorno della perforazione batterono gli scavatori l'uno contro l'altro, piccone contro piccone, e sgorgò l'acqua dalla sorgente alla piscina per 1200 cubiti. E 100 cubiti era l'altezza della roccia sulla testa degli scavatori».