SIVIGLIA, ARCIDIODESI di - Convento di S. Paolo, fondato nel 1475.
il loro appoggio all'erezione del Seminario; anzi il secondo fondò nel 1515 il celebre Collegio ecclesiastico di S. Tommaso; un terzo ne fu istituito da don Alonso Manrique ca. il 1532. Tra il 1614-33 sorsero altri tre collegi; il più importante fu quello fondato dal can. don Gonzalo de Ocampo nel 1615. Dopo molte vicende provocate dalle rivoluzioni nei secc. XVIII e XIX, il Seminario rifiorì nel 1848, unificando quanto si era potuto salvare delle precedenti istituzioni; nel 1897 Leone XIII lo eresse ad Università pontificia e conservò tale carattere dopo la pubblicazione della cost. Deus scientiarum Dominus. In seguito alla scoperta dell'America S. divenne la capitale economica dell'Impero spagnolo, sede della casa di Contratación e passaggio obbligato per quanti, laici o ecclesiastici, si dirigevano nelle Indie occidentali; vi ha sede l'Archivio de Indias, che con oltre 3.000.000 di documenti costituisce la fonte per la storia della colonizzazione ed evangelizzazione del Nuovo Mondo.
Sono da per tutto note le processioni della Settimana Santa in S., di ineguagliabile fervore religioso e di tipico carattere locale, organizzate dalle confraternite che traggono la loro origine dal medioevo. I loro pasos sono dovuti ai migliori artisti del Rinascimento spagnolo.
Giusto Fernández Alonso
ARTE. - A Cattedrale fu adattata la grande moschea costruita nel 1171, di cui ancora si conserva l'Alminar o la Giralda, uno dei più artistici monumenti di S. e alcune altre parti minori; il resto fu molto modificato nei secoli seguenti, anzi l'edificio propriamente detto fu del tutto rinnovato secondo nuovi disegni a partire dal 1401; terminato nel 1506 fu restaurato tra gli anni 1511-19 in seguito al cedimento della volta e di molti piloni. L'interno è costituito da un quadrilatero di m. 130 x 76, a cinque navate di cui la centrale è alta oltre m. 40; intorno si aprono 54 cappelle con un totale di 80 altari. Le vetrate vennero eseguite tra i secc. XVI e XIX. Al centro della navata principale stanno la « Capilla mayor »
e il coro; la « Mayor » ha il grandioso retablo opera del fiammingo Dancart del 1482; dietro la cappella è la « Sacrestia alta » con una venerata immagine della Madonna. Nella sala capitolare (sec. XVI) l'immagine dell'Immacolata Concezione, opera del Murillo. Ai lati del coro sono quattro cappelle: in quella di S. Pietro è la tomba dell'arcivescovo Diego Deza e 9 pitture di Zurbaran. La « Capilla Real » è in stile rinascimento (1551-75); nell'altare la Virgen de los Reyes portata dal re Ferdinando in tutte le sue campagne; davanti è il sarcofago in bronzo e argento col corpo di s. Ferdinando, qui trasferito nel 1579. Sull'altare della cripta sottostante sta la statuetta in avorio della Virgen de los Batallas (sec. XIV).
Altre chiese notevoli sono: la chiesa del Salvador, sopra un'antica moschea, con artistici retabli, un Cristo di M. Montañés, un Ecce homo attribuito al Murillo e l'immagine venerata della Virgen de las Aguas del sec. XIII. La chiesa di S. Martino con volte gotiche del sec. XIV-XV fu restaurata nel 1896 e nel 1926. La chiesa parrocchiale di S. Gil ha l'abside del sec. XIII; il resto del sec. XIV, ma rifatto nel sec. XVII; fu incendiata nel 1936 e restaurata. L'interno conserva avanzi di una moschea, con pannelli e musaici del sec. XIV nell'abside; in una nuova cappella è la Virgen de la Macarena (Madonna della Speranza), la più popolare delle città. La notte del Giovedì Santo escono dalla parrocchia di S. Gil due pasos con scorta di pretoriani e rientrano al mattino del Venerdì Santo. La chiesa di S. Marina ha un portale con sculture del sec. XIV e un campanile con base araba; fu devastata nel 1936 ed è in restauro; l'interno è un'antica moschea trasformata, nel suo wilḥrib è la cappella del Santo Cristo. Anche la chiesa di S. Catalina fu costruita nel sec. XIV su un'antica moschea di cui resta la torre restaurata; il portale del sec. XIV vi fu aggiunto nel 1929 e proviene dalla chiesa di S. Lucia. La chiesa di S. Isidoro del sec. XIV, restaurata di recente, ha l'interno a tre navate; nella sacrestia vi è una cappella eretta sul luogo dove morì s. Isidoro (a. 636). Il convento di S. Paulo fondato nel 1475 conserva un portale gotico, e nella chiesa annessa, a volta ogivale, statue di s. Giovanni Battista e s. Giovanni Evangelista opera di M. Montañés (1638) e tombe gotiche. Anche la chiesa di S. Romano del sec. XIV conserva sculture del Montañés come nella cappella annessa al convento di S. Inés. La chiesa dell'Università fu costruita dal gesuita Bartolomeo Bustamante (1565-79). La chiesa di S. Maria la Blanca è un'antica sinagoga del 1391 trasformata con capitelli visigoti, come quella di S. Bartolomeo. Il « Palacio Arzobispal » è del sec. XVII con facciata barocca; contiene una collezione di quadri tra cui quello della Vergine che dà la pianeta a s. Ildefonso, dipinto da Velazquez. L'asilo de Venerables sacerdote contiene una cappella con affreschi di Valdés Leal nella cupola e vetrate antiche con scene di vite di santi.
L'« Alcázar » o « Alcazaba », costruito dal conquistatore arabo Mûsâ nel 712, si estese fino alla Torre dell'Oro e alle sponde del Guadalquivir; fu ad un tempo fortezza e residenza regale; nel sec. XI i re della dinastia di Banû Abad (1023-91) adornarono la reggia con le colonne e i materiali della città e del palazzo di Medina-Az-Zahara. Il sultano Abû Ja'qûb Jûsuf (1171-76) eresse la Torre dell'Oro. Ferdinando II occupata S. nel 1248 costruì la galleria a volta dei bagni di Maria de Padilla; il palazzo fu accresciuto dal re Pietro I il Crudele nel 1364-66; più tardi nel sec. XV altri lavori vi furono eseguiti al tempo dei re cattolici Ferdinando e Isabella e ancora nel 1526 per il matrimonio di Carlo V. Nella sala detta di Carlo V si trovano gli arazzi rappresentanti la conquista di Tunisi, fatti eseguire da Carlo V nel 1551 da Pannemaker su cartoni di Juan Vernia.
Il Museo archeologico provinciale fu situato nel 1945 nell'antico edificio delle Belle arti dell'Esposizione Ibero-Americana del 1929; comprende collezioni archeologiche romane, paleocristiane, visigote, ispano-arabe, moresche, medievali e del Rinascimento.
Il Museo provinciale è invece nell'antico convento della Mercede (sec. XVII) e accoglie l'Accademia di Belle Arti, il Museo di pittura e di scultura. L'antica chiesa è trasformata nel « Salon Murillo » e vi sono riunite 54
pitture e alcune sculture; i quadri del Murillo appartengono al suo ultimo periodo e provengono dalle chiese di S. dei Cappuccini e degli Agostiniani; vi sono inoltre quadri di Zurbaran, di Velazquez, del Greco, di Montañés, di Pacheco, di Roclas, ecc. Nel sobborgo detto s de la Triana s, dalla Traiana romana detta dai Mori Terayana, si trovano: la chiesa di S. Anna eretta da Alfonso il Saggio e consacrata nel 1280; restaurata in seguito; è a tre navi, nel transcoro è l'immagine della Virgen de la Rosa di A. Fernández, dell'inizio del sec. XVI. Inoltre la « Cartuja », antica certosa fondata nel 1409, trasformata in fabbrica di ceramiche nel 1839; nella chiesa gotica, e precisamente nella cappella di S. Anna, furono deposte le spoglie di Cristoforo Colombo dal 1513 al 1536; quindi si ricordano la chiesa di N. S. de les Cuevas con statua in alabastro della Madonna sotto detto titolo; la chiesa di S. Giacinto del 1775 con cupola affrescata. Nei dintorni di S. si trovano le rovine dell'antica città d'Italia, fondata da Scipione, poi colonia romana, patria degli imperatori Traiano, Adriano e Teodosio e del poeta Silio Italico; molto del suo materiale è oggi nel Museo di S. La Biblioteca Colombina venne istituita dal Capitolo nel 1551 in seguito al legato, ricevuto da Ferdinando figlio di Cristoforo Colombo, della Biblioteca paterna e propria. Nacquero a S. s. Isidoro di S. (v.), i pittori Murillo, Velazquez e i due Herrera.