Il convento fu circondato nel 1548 da muraglie per proteggerlo contro assalti avversari. In esso fiorirono monaci di santa vita come l'igumeno Irinarch (1613-26) e l'ancoreta Eleazar che visse nell'isola di Anzer (la metà del sec. XVII). Vi fu anche per un certo tempo Nikon, poi patriarca di Mosca. Negli inizi dello scisma dei Vecchi-credenti S. si ribellò alle «innovazioni» di Nikon. Fu conquistato soltanto nel 1676 dopo un assedio di sette anni. Da quel tempo diventò sempre più la meta di numerosi pellegrinaggi durante l'estate.
Dopo la Rivoluzione bolscevica S. perdette tutti i possedimenti, l'isola fu trasformata in campo di concentramento, nel quale furono deportati numerosi sacerdoti cattolici condannati a lavori forzati in quelle foreste. Il convento non fu però ufficialmente soppresso; è possibile che tuttora (1953) vi risiedano alcuni monaci.
SOLSONA, DIOCESI di. - Città e diocesi della Spagna. Si estende nelle province civili di Lerida e Barcellona con una superficie di 4000 kmq.; 200.000 ab. tutti cattolici, e consta di 186 parrocchie e 426 chiese; il clero diocesano è composto di 264 individui; il clero regolare da 110. Le case religiose maschili sono 12, con 370 soggetti; le femminili sono 41, con 417 religiose. Ne è vescovo Vincenzo Enrique y Tarancon, consacrato nel 1946. La diocesi è suffraganea di Tarragona.
La diocesi di S. in origine fece parte della diocesi di Urgel. Ma la regione di S., situata in zona assai monotusa e difficile, non poteva essere agevolmente visitata e sorvegliata dai vescovi urgellesi; e, per prevenire le infiltrazioni della eresia luterana, il re Filippo II ottenne dal pontefice Clemente VIII la creazione della nuova diocesi, con sede vescovile nella città di S. L'antica e celebre canonica di S. Maria, fondata nel sec. X e da poco secolarizzata dallo stesso Pontefice, fu scelta come cattedrale del nuovo Capitolo. La data di eruzione della diocesi è del 19 luglio 1593 e il 4 ag. ne fu preconizzato primo vescovo il canonico di Barcellona Luigi Sanz.
Ventidue vescovi la resero sino al 1838, quando, decesso il vescovo Tejada, e con le rivoluzioni di quei tempi, restò prima senza presule e dopo, nel Concordato dell'anno 1851, fu soppressa ed unita alla diocesi di Vich. Tra i vescovi di S. sono degni di speciale memoria il p. Giovanni de S. Maria Alonso y Valencia, O.F.M. (1694-99), che meritò grandi distinzioni dei papi Innocenzo XI, Alessandro VIII ed Innocenzo XII, ed intervenne nei negoziati per la Pace di Ryswick; Giuseppe de Mezquia y Dias (1746-42), promotore di grandi attività pastorali, e Raffaello Lasala y Locela, O.S.A. (1773-93), di esimia santità e carità; al suo tempo fu ordinato il ricchissimo Archivio dell'antica canonica. Restaurata la diocesi nel 1891, ebbe, prima, amministratore apostolico il vescovo di Vich e amministratore proprio nel 1895; nel 1933 riacquistò il titolo di vescovo. Tra gli amministratori apostolici si ricordano Francesco Vidal y Barraquer (1913-19), poi cardinale-arcivescovo di Tarragona, fondatore del «Museum Archaeologico Diocesanum», con interessanti collezioni di preistoria regionale ed altre di arte medievale.
Oltre la Cattedrale, la cui costruzione ogivale conserva le absidi del sec. XII, meritano menzione la chiesa di S. Vincenzo di Cardona, del sec. XI; la piccola chiesa di pianta circolare di S. Pietro e el Gros, del sec. XI, a Cervera; l'abbazia di S. Pietro di Ager, la cui chiesa assai rovinata è del sec. XI; il monastero di S. Pietro della Portella, del sec. XI; e S. Maria di Serrateix, del sec. XI-XII.
Socotra fa parte del sultanato di Mara o Qishni, compreso nel protettorato orientale di Aden.
II. STORIA CIVILE
Le vicende della S. prima della diffusione dell'islamismo sono avvolte nell'oscurità. L'ipotesi formulata da qualche studioso che la cosiddetta terra di Punt, menzionata in iscrizioni dell'antico Egitto faraonico, fosse da identificarsi con le regioni settentrionali della S. non poggia su dati certi.Più attendibili sono le notizie relative alla espansione musulmana che sembra si iniziasse dalla vicina penisola araba nel sec. VII, allorché segueci di Maometto, provenienti dallo Jemen, costituirono sull'altra sponda del golfo di Aden un sultanato con centro a Zeila, nell'odierna S. britannica. Tre secoli dopo pare che un'altra ondata di Arabi ponesse piede per la prima volta nella S. italiana e fondasse le città di Mogadiscio e di Brava. Mogadiscio divenne di là a poco il centro più importante della regione e verso la metà del sec. XII sede di un sultanato ereditario. Agli albori dell'età moderna si hanno notizie vaghe di un Regno di Adel, stendentesi lungo le coste della S. inglese e comprendente i porti di Zeila e di Berbera, regno che nel corso del sec. XVI si estese fino a Harrar, per essere successivamente distrutto da invasioni di popolazioni gialla. Dopo una assai temporanea e puramente nominale occupazione portoghese di Mogadiscio e di Brava, effettuata rispettivamente nel 1503 e nel 1507 da Tristão da Cunha, la cui possibilità fu già di per sé un'evidente testimonianza della decadenza del dominio arabo, si ebbe un risveglio della popolazione autoctona che, forse nel sec. XVII, distrusse Mogadiscio. Intorno allo stesso periodo si sfilò il Regno di Adel, al quale subentraron diversi emirati e sultanati indipendenti. Passeggera, dopo quella portoghese dei primi anni del sec. XVI, fu pure l'occupazione dei centri della costa somala meridionale da parte di un inviato dell'emirato di Oman, che ebbe in realtà l'unico scopo di affermare su quelle terre diritti nominali di sovranità, passati in seguito quali eredi dei sultani dell'Oman, a quelli di Zanzibar. La prima potenza europea che si interessò della S. fu la Gran Bretagna. Nell'intento di rendere sicura la via delle Indie con l'acquisto di un approdo per le navi, l'Inghilterra concluse infatti nel 1840 accordi con i Sultani di Tagiura e di Zeila.
Di là a poco anche la Francia di Napoleone III estese il dominio sulla regione del golfo di Aden, concludendo nel 1862 una Convenzione con il Sultano di Tagiura in virtù della quale, dietro versamento di 1000 talleri, essa entrava in possesso di Obock e di una finitima striscia litoranea di ca. 300 km. sul golfo di Tagiura. Tuttavia l'occupazione inglese e francese di tali territori acquistò un vero e proprio carattere duraturo e politico solo verso la fine del secolo. Fu l'insurrezione del Mahdi nel Sudan a spingere le due potenze ad ampliare la propria sovranità sul retroterra dei porti somali per impedire che le turbe di quel fanatico se ne potessero impadronire all'improvviso. Nel 1884 la Terza Repubblica concluse pertanto convenzioni con i Sultani di Tagiura e di Gobad per cui

Somalia - 1) Confini di colonia; 2) confini di circoscrizione ecclesiastica; 3) ferrovie.
essa entrò in possesso di tutto il golfo di Tagiura ed estese il proprio dominio sul litorale fino oltre Gibuti. L'anno dopo il protettorato sul sultanato degli Issa garantì alla stessa Francia l'influenza sul retroterra per una profondità di ca. 200 km. Nello stesso 1884 l'Inghilterra occupò i porti di Zeila, Bulhar e Berbera e convenzioni stipulate negli anni successivi con i sultani locali provvidenze a rafforzare tali teste di ponte. Sulle restanti coste non ancora sottoposte ad influenze europee affermò il proprio protettorato l'Italia. Il primo sultanato che richiese la protezione italiana fu quello di Obbia (febbr. 1889) cui seguì poche settimane dopo, nell'arpa, l'altro dei Migiurtini. Nel 1891 furono delimitati le sfere d'influenza inglese ed italiana e tutta la regione ad est del fiume Giuba, con i territori di Merca, Brava, Mogadiscio, fu assegnata all'Italia. I confini con la S. britannica furono invece fissati nel 1894. L'anno successivo alla delimitazione delle sfere d'influenza, nel 1892, l'Italia era entrata anche in possesso della regione litoranea sita tra la foce del Giuba ed il protettorato di Obbia mediante una convenzione con il Sultano di Zanzibar, che esercitava la sovranità su quelle terre, dietro pagamento di un canone annuo: solo tredici anni dopo, nel 1905, l'Italia acquisterà tuttavia la piena sovranità su quella regione e vi eserciterà il suo diretto dominio. Promulgata nel 1908 la legge sull'ordinamento amministrativo della colonia con a capo un governatore civile, la S. italiana, nello stesso anno, ebbe definiti anche i suoi confini verso l'Etiopia in seguito ad un trattato stipulato con il negus Menelik. Nei decenni successivi si provvide a normalizzare ed a pacificare la colonia.