SPIERA, FRANCESCO. - Protestante italiano ritornato al cattolicesimo, n. a Cittadella nel 1502, ivi m. nel 1548. Avvocato nella sua città, denunziato all'Inquisizione di Venezia quale detentore di libri eretici e sospetto di eresia, si confessò pentito davanti al Tribunale e fece solenne abiura nella chiesa di S. Marco a Venezia e nella parrocchiale di Cittadella.
Secondo quanto si propagò negli ambienti protestanti, ritornato a casa avrebbe provato un intenso rimorso dell'abiura fatta, per cui sarebbe caduto in profonda disperazione, per aver commesso con ciò il peccato imperdonabile contro lo Spirito Santo. Nonostante il richiamo degli amici all'universalità della Grazia e le cure dei medici a Padova, egli sarebbe morto nella disperazione, anzi, secondo alcuni, suicida.
Nella relazione redatta dall'arciprete di Cittadella lo S. risulta deceduto di morte naturale, e non più cosciente di sé negli ultimi istanti. Fu il Vergerio (v.) a fare del caso S. un episodio di propaganda eretica; egli anzi disse ch'era stato proprio quel caso a spingerlo ad abbandonare la Chiesa; ne scrissero poi Matteo Gribaldi e Enrico Sesto, che si dissero testimoni oculari della vicenda. Calvino ne trasse occasione per condannare il «nicodernismo» italiano, la leggerezza francese e la debolezza tedesca nella fede.