SPINA, GIUSEPPE

SPINA, GIUSEPPE. - Cardinale, n. 11 marzo 1756 a Sarzana, m. il 13 nov. 1828 a Roma. Studiò legge a Pisa ed a Roma, dove entrò a far parte della Corte pontificia e fu nominato da Pio VI referendario della Segnatura. Ordinato sacerdote nel 1796, accompagnò il Pontefice nella via dell'esilio, ne fu il maggior domo e nel 1799 a Valenza, in punto di morte, gli somministrò gli ultimi Sacramenti.

Durante il viaggio da Roma in Francia era stato consacrato il 30 sett. 1798 arcivescovo titolare di Corinto. Morto Pio VI, ritornò in Italia e recò ai cardinali riuniti in Conclave a Venezia l'anello del pescatore del defunto Pontefice. Nel 1800, a richiesta di Napoleone che lo aveva conosciuto l'anno antecedente a Valenza, di ritorno dalla spedizione d'Egitto, si recò a Parigi con l'incarico di condurre le trattative per la conclusione di un concordato. I negoziati, iniziati con il Bernier nel nov., si trascinarono inutilmente per alcuni mesi, perché il governo francese quando sembrava raggiunto un accordo rimetteva tutto in discussione con l'intento di procurarsi con tale tattica dilatoria la maggior somma di vantaggi a scapito della S. Sede e della Chiesa cattolica. Lo S. salvaguardò con accortezza e tenacia gli interessi della S. Sede, ma al momento in cui sembrava tutto concluso, il Bonaparte propose un testo nuovo, inaccettabile per lo S., legato a precise istruzioni. Solo la venuta a Parigi del card. Consalvi condusse in porto le trattative. Al ritorno lo S. accompagnò a Roma le spoglie di Pio VI. Cercato il 29 marzo 1802 cardinale, fu nel maggio successivo nominato arcivescovo di Genova, dove si dimostrò sempre sollecito del bene dei suoi diocesani, pur talvolta piegandosi a transazioni verso l'Imperatore con l'intento di evitare una rottura con le autorità costituite ed un conseguente peggioramento delle condizioni religiose nella diocesi. Per questo, probabilmente, nel 1810 assiste al matrimonio religioso di Napoleone con Maria Luisa d'Austria, stando fra i cardinali rossi. Nel 1811 partecipò anche al Concilio nazionale di Parigi, dove appoggiò la proposta di richiedere la liberazione del Papa regale a Savona, consigliando di non porre esplicitamente tale richiesta, pur inserendola nel processo verbale. Dopo la restaurazione dello Stato della Chiesa lo S. rinunciò all'arcivescovo, divenne nel 1816 legato a Forlì, poi nel 1818 a Bologna fino al 1824. Durante la legazione di Bologna quale plenipotenziaio pontificio partecipò ai Congressi di Lubiana e di Verona. A Lubiana ribadì la neutralità della S. Sede nella questione napoletana e rifiutò sostanzialmente di approvare l'invasione del Regno da parte dell'Austria; a Verona invece si oppose, insieme ai rappresentanti di altri Stati della penisola, alle pretese egemoniche del Metternich sull'Italia, contribuì a far naufragare il progetto per una commissione centrale di polizia e sventò temporaneamente il concentramento della posta della penisola nelle mani dell'Austria.

Bibl.: Moroni, LXVIII, pp. 280-285; E. Consalvi, Memoires, introd. e note di J. Crétinau-Joly, Parigi 1864 (ora edite nell'originale ital. a cura di M. Nasalli Rocca di Corneliano, Roma 1950), passim. Sulle trattative del Concordato c. I. Rinieri, Il Concordato tra Pio VII ed il Primo Consolo, Roma 1902, passim; F. D. Mattei, Le Concordat de 1801, Parigi 1907, passim. Sull'attività di S. durante la restaurazione ed ai Congressi di Lubiana e Verona cfr. Atti del Parlamento delle Due Sicilie, 1820-21, vol. IV; La Rivoluzione napoletana, il suo Parlamento e la reazione europea, V. parte 2, Bologna 1931, passim; J. H. Brady, Rome and the Neapolitan revolution of 1820-21, Nuova York 1937, pp. 77-103; M. Petrocchi, La restaurazione romana (1815-23), Firenze 1943, passim; S. Furlani, La questione postale italiana al Convegno di Verona, in Nuova riv. stor., 32 (1948), pp. 38-49.