STEFANO il GIOVANE, santo, martire. - N. a Costantinopoli nel 714-15 ed ivi m. il 28 nov. 764.
I suoi ricchi genitori, costretti a fuggire durante la
persecuzione iconoclastica, lasciarono S. giovane di 15 anni nel monastero di S. Aussenzio presso Calcedonia. Dopo la morte del padre S. distribuì ai poveri il suo copioso patrimonio. All'età di 30 anni diventò igumeno del monastero, da lui governato con santa austerità. Più tardi rinunziò alla sua carica e fece vita eremitica.
S. fu arrestato per ordine di Costantino Copronimo, il quale tentò invano di ottenerne l'adesione al Concilio iconoclastico (754). Più tardi fu denunciato anche per aver ammesso un nuovo novizio (una spia) contro il decreto imperiale. Il suo monastero venne dato alle fiamme e S. fu condannato da un tribunale di vescovi iconoclasti e confinato a Crisopoli presso Costantinopoli. S. negò autorità ecumenica al Sinodo dal quale erano assenti Roma e gli altri patriarcati. Fu quindi esiliato nell'isola di Proconneso, ma 2 anni più tardi trasferito nelle prigioni di Costantinopoli. Giudicato di nuovo dinanzi allo stesso Imperatore, fu trascinato per le vie della città e poi finito con un bastone.
La biografia di S. scritta dopo 42 anni da Stefano Diacono (PG 100, 1069-1185) è l'unica fonte sicura e contiene molti particolari sulla vita dei monaci, i più strenui difensori dell'ortodossia. I Latini nel Concilio di Firenze citarono parole di S. in favore del primato del Papa.