STEIN, JOANNES WILHELMUS JACOBUS ANTONIUS

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STEIN, Joannes Wilhelmus Jacobus Antonius. - Gesuita, astronomo, n. a Grave (Olanda) il 27 febbr. 1871, m. a Roma il 27 dic. 1951.
STEIN, Joannes Wilhelmus Jacobus Antonius. - Gesuita, astronomo, n. a Grave (Olanda) il 27 febbr. 1871, m. a Roma il 27 dic. 1951.

Entrato nella Compagnia di Gesù nel 1888, studiò matematica, fisica e astronomia all'Università di Leida (1895-1901). Ordinato sacerdote nel 1903 a Maastricht, fu chiamato nel 1906 a Roma alla Specola Vaticana come assistente del p. Hagen. Nel 1910 tornò in patria ed insegnò fino al 1930 nel Collegio S. Ignazio di Amsterdam. Ritornato da un viaggio in Egitto, intrapreso su mandato di Pio XI per esplorare le possibilità di erigere una succursale della Specola Vaticana in Etiopia, fu nominato nel 1930 successore del p. Hagen nella direzione della Specola Vaticana, nel quale ufficio rimase fino alla morte.

La sua attività scientifica, a causa delle circostanze particolari, fu prevalentemente teorica e storica. Indefesso lavoratore, dotato di non comune intelligenza e di sano giudizio, si acquistò una vasta erudizione nel campo astronomico e nelle scienze affini di matematica e di fisica che metteva con grande disinteresse anche a disposizione di chi lo richiedeva.

Nel 1901 conseguì la laurea in scienze fisiche ed astronomiche sulla determinazione della variazione della latitudine a Leida (Beobachtungen zur Bestimmung der Breitenvariation in Leiden nach der Horrebow-Methode). Esperto nella teoria delle stelle variabili pubblicò vari studi e compilò, per la grande enciclopedia sulle stelle
variabili del p. Hagen, il volume secondo Die Veränderlichen Sterne, 2. Band. Mathematisch-physikalischer Teil. (Friburgo 1924), nel quale espone le parti matematiche e fisiche nello spiegare la variazione di luce di queste stelle. Dopo la morte del p. Hagen curò la edizione della serie VIII del suo Atlas stellarum variabilum (1934) e ne compilò la serie IX ed ultima (1941). Collaborò pure al Catalogo astrografico cercando le stelle doppie nella zona affidata alla Specola Vaticana. Gli esperimenti del p. Hagen relativi alla rotazione della terra lo indussero a salvare dall'oblio gli esperimenti classici del Kamerlingh-Onnes, curandone una nuova edizione in lingua francese con opportune aggiunte (1910). In occasione della riapparizione della cometa di Halley pubblicò uno studio storico (Caliste III et la comète de Holley, Roma 1909), nel quale confutò esaurientemente la leggenda che Callisto III avesse scomunicato la cometa. Inoltre pubblicò in questa circostanza (1910) Un documento inedito del ro66 sulla cometa di Halley, trovato da mons. G. Bevilacqua nell'Archivio della cattedrale di Viterbo. Benché il compito d'insegnamento nella scuola ostacolasse non poco le sue ricerche scientifiche, questo periodo non fu meno fecondo per la sua operosità di scrittore e di divulgatore. In Studien, rivista di cultura generale dei Gesuiti olandesi, apparvero una cinquantina di articoli scientifici. Svolse un'attività ispiratrice nei circoli degli amatori di astronomia olandesi e fu redattore della loro rivista Hemel en Demphring per la parte astronomica, per la quale, fino alla sua partenza per Roma, aveva fornito 106 articoli sui più diversi argomenti.

La sua opera più importante e più proficua per l'astronomia rimane la sua sapiente riorganizzazione della Specola Vaticana, che trasferi a Castel Gandolfo come posto più favorevole e riusci a dotare di strumenti adatti alle ricerche moderne. Aggiunse inoltre, sotto la direzione del p. Gatterer, un laboratorio astrofisico, aumentando il personale addetto alle ricerche scientifiche.

Fu membro di varie società scientifiche, socio ordinario della Pont. Accademia Nuovi Lincei, e in seguito membro soprannumerario della riorganizzata Pont. Accademia delle Scienze, e socio corrispondente della R. Accademia Olandese delle Scienze.

Bibl.: J. van der Bilt, Het astronomische werk van Dr. 7. S. S. 7., in Hemel en Demphring, 28 (1930), pp. 336-42; J. S., Cinquanta anni di attivita della Specola Vaticana (1821-1941), in Memorie della Soc. astr. ital., 15 (1942), pp. 41-56; J. de Kort, Giovanni S. S. 7. (1871-1951), ibid., 23 (1952), pp. 243-45; A. Pannekock, Levensbericht van 7. W. 7. A. S., in Jaarboek Kon. Nederl. Akad. Wet., 1951-52; G. Stein - G. Junkes, La Specola Vaticana nel passato e nel presente, Città del Vaticano 1952.

Giuseppe Junkes