SUIDA (gr. Σουτάς). — Nome vulgato, che risale ad Eustazio nel suo commento ad Omero (1175), del presunto compilatore di un Lessico, composto intorno al 1000 d. C.: in realtà è la forma ellenizzata dell'alto-tessalico Σουτάς, riferito in vari codici e da Stefano, commentatore di Aristotele del sec. XII (Comment. in Arist. Gr., XXI, 2, Berlino 1885, p. 285, 18). Suda per altro sarebbe non già il nome del compilatore, di cui si ignora qualsiasi notizia, ma il titolo della raccolta (Stefano dice «ἐν τῇ Σουτάς», e il cod. Paris. 265, del sec. XIII, nel proemio del Lessico reca sovrascritto «Ἡ Σουτάς [sott. βίβλος]», che avrebbe il significato di «Vademecum».
Il Lessico, che comprende ca. 30.000 voci, è la più ampia raccolta greca del genere che ci sia pervenuta, ed è a carattere generale, comprendendo non solo dati grammaticali ed etimologici, ma anche notizie storiche, geografiche, scientifiche, biografiche, letterarie. Le fonti, più che negli undici autori indicati dal compilatore all'inizio della sua «enciclopedia», sono da ricercare in altri lessici (Arpocrazione), nelle compilazioni scolastiche (a Omero, Sofocle, Erodoto, Aristofane, Tucidide, Gregorio di Nazianzo), nei Proverbi dello pseudo-Dionigi, nelle Vite di Diogene Laerzio e in quelle dei commediorghi derivate da Ateneo, nelle Cronache bizantine, nei commenti ad Aristotele, ecc. Pur condotto con scarsezza di metodo, il Lessico è prezioso, ad onta di errori e di confusioni, per la copia di notizie, soprattutto in ordine alla storia lette-
SUIFU, DIOCESI di. - Nella parte meridionale della provincia dello Szechwan, nella Cina centro-occidentale.
Suifu
SUITBERTO - SUKABUMI
1497
victariato di Mongolia meridio-occidentale, che, a sua volta, il 14 marzo 1922 fu diviso nei due vicariati di Ningsia e S., annettendo a quest'ultimo parte di territorio del vicariato apost. di Mongolia centrale (odierna diocesi di Siwantze). L'11 apr. 1946, con la costituzione della gerarchia ecclesia-stica in Cina, il vicariato di S. fu elevato ad arcidiocesi metropolitana, che raccoglie sotto di sé quattro diocesi suffraganee, e cioè Ningsia, Siwantze, Tsining, Chih-feng. L'8 gen. 1948 dalla limitrofa diocesi di Ningsia venne distaccato l'intero territorio della sottoprefettura civile di Paotow e incorporato all'arcidiocesi di S.
Nel 1840 i padri Lazzaristi francesi iniziarono la loro opera di evangelizzazione nella regione sita a nord della Grande Muraglia cinese, geograficamente denominata Mongolia interna, che oggi comprende le province di Jehol, Chagar, S. e Ningsia. Ad essi subentrarono i missionari del Cuore Immacolato di Maria (Scheut), i quali arrivarono in Mongolia il 6 dic. 1875. Le poche migliaia di cristiani nel 1883 erano saliti a 14.000 e sei sacerdoti cinesi furono i primi collaboratori dei Padri di Scheut. Nel 1900 il movimento dei Boxers causò la morte del vicario apostolico mons. Ferdinando Hamer, di otto missionari, del sacerdote indigeno Giacomo Lou e di alcune migliaia di cristiani e la rovina quasi completa di tutte le opere scolastiche e di beneficenza. Durante l'ultima guerra, tutto il territorio della missione fu occupato dai Giapponesi, i quali, il 21 marzo 1943, internarono i missionari esteri nella provincia dello Shantung. Il 19 ag. 1951 l'arcidiocesi passò al clero secolare cinese, mentre, poco dopo, le autorità comuniste decretarono l'espulsione dei missionari europei.
Secondo i dati statistici 1948-49, lo stato spirituale era il seguente: 40.880 cattolici con 1773 catecumeni; 10.000 protestanti; 20.000 maomettani; gli altri sono buddhisti o seguaci di varie superstizioni; 36 sacerdoti nazionali e 45 esteri; 44 suore, di cui 26 cinesi; 12 seminari misti maggiori e 32 minori; 125 catechisti; 86 maestri e 107 maestre; 2 medici e 40 infermieri; 1 ospedale; 19 farmacie; 36 orfanotrofi; 3 ospizi per vecchi; 58 scuole elementari; 3 scuole medie; 105 edifici sacri; 6 vicariati foranei; 37 stazioni primarie e 53 secondarie. La sede dell'Ordinario è Kwei-hwa-ting.