SULLAQUA, GIOVANNI. - Primo patriarca caldeo di Mossul, martire della unione con Roma. N. a Mossul ca. il 1510 ed ivi m. agli inizi del 1555. Era dalla sua adolescenza monaco nel convento di Rabban Hormizd quando, dopo la morte del patriarca nestoriano Bar Māmā (1551), S. allora superiore dei monaci fu eletto patriarca all'inizio del 1552.
Questa elezione veniva fatta da molti vescovi finora nestoriani i quali erano stanchi di vedere la dignità patriarcale diventata patrimonio di una famiglia. Per ottenere la protezione dell'Occidente, S. fu inviato a Roma. Nel suo viaggio visitò i Luoghi Santi. Arrivato a Roma il 18 nov. 1552 vi restò sei mesi. Fu interrogato circa la sua fede che venne approvata. Fu quindi da papa Giulio III preconizzato patriarca di Mossul il 20 febbr. 1553 e consacrato nella basilica di S. Pietro il 9 apr. Ricevette il pallio il 28 apr. Accompagnato da Ambrogio Buttigieg, creato vescovo titolare di Avara, S. lasciò Roma ed entrò solennemente ad Amed (Diarbekir) il 12 nov. Più tardi per opera della famiglia Bar Māmā fu gettato in prigione dalla quale uscì dopo quattro mesi. Governò quindi il suo patriarcato con grande zelo durante 14 mesi e fu ucciso dai Turchi per istigazione della famiglia Bar Māmā. S. inaugura il gruppo dei siri orientali Caldei (v.).