Sposa al generale S., passò a Pietroburgo dove il marito era governatore ed entrò presto in relazione con gli emigrati francesi e specialmente con Giuseppe De Maistre; da essi venne a conoscere la religione cattolica, alla quale passò l'8 nov. 1815. Quando furono cacciati i Gesuiti dalla Russia (1818) si portò con la famiglia a Parigi, dove la sua casa divenne centro di raccolta dei cattolici più distinti e degli uomini d'azione intenti a una restaurazione cattolica della Francia. La S. ne fu l'anima e l'incitatrice; nel 1834 contribuì efficacemente a salvare il Montalembert, il Laccardaire e il Guéranger dal pericolo di naufragare nella fede con il loro maestro, il La Mennais; nel 1835 promosse le conferenze del p. Laccardaire a Notre-Dame; e sempre si mostrò attivissima nel campo delle opere di carità, nell'opera assidua delle conversioni; commovente alle lacrime quando discuteva della religione cattolica (cf. *L'Examen religieux*, riportato dal p. Rouët de J., [op. cit. in bibl., pp. 385-93] dove parla dei pro e contro del passo decisivo da lei fatto sotto la guida del p. J. L. Rozaven nel 1815).
Le sue opere uscirono postume per cura di A. F. P. de Falloux, ebbero festosa accoglienza ed esercitarono sugli animi una forte efficacia sia per lo stile vivo, delicato, denso di soprannaturale, sia per l'elevatezza del pensiero: *Lettres* (2 voll., Parigi 1862); *Journal de sa conversion* (ivi 1863); *Correspondance du R. p. Laccardaire et M.me S.* (1864); *Nouvelles lettres* (1875).
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