TANCHELMO (TANCHELINUS). - Eresiarca indipendente da altri gruppi contemporanei; agi nella Zelanda, in Fiandra e a Colonia, nel volgere dei secc. XI-XII; fu ucciso con un colpo alla testa durante un viaggio in barca, ca. il 1115.
L'eresia di T. è una deviazione del movimento gregoriano contro il clero simoniaco e concubinario. Egli andò a Roma con il sacerdote Everwacherus, latore al papa (Urbano II o Pasquale II) del progetto di staccare dalla diocesi di Utrecht parte dei territori marittimi, nella Zelanda, per assegnarli a quella fiamminga di Tournai (e non di Thérouanne). Fallita la missione, la reazione del clero contribuì verosimilmente all'evoluzione eretica di T. e alla sua aperta ribellione, che ebbe particolare successo fra le incolte popolazioni rivierasche. Sotto pretesto della cattiva condotta del clero feudale e sul falso principio che la validità dei Sacramenti dipende dalla bontà del ministro, negò i poteri religiosi dei vescovi e sacerdoti, rifiutando loro sottomissione, s'oppose al pagamento delle decime, respinse i riti. Donne e uomini che lo seguivano s'abbandonavano a violenze armate. Il fabbro Manassès, suo discepolo, costituì una «gilda» di 12 uomini, ad imitazione del collegio apostolico, con una donna in rappresentanza
della Madonna. I canonici di Utrecht, in una lettera, tra il 1112 e il 1114, all'arcivescovo di Colonia Federico, che teneva prigionieri T., Everwacherus e Manassès, aggravarono per animosità le accuse: 'E' si riteneva Dio facendosi attribuire onori divini dai seguaci, che bevevano l'acqua in cui s'era lavato considerandola un Sacramento di santificazione o una reliquia; aveva celebrato un sacrilegro rito nuziale con Maria S.ma, impalmandone una statua e invitando i seguaci ad offrire doni; teneva famigliarità immorale con ragazze e sposo; procedeva con apparato e insegne regali fra una scorta armata. T. sconvovìse in modo particolare la popolazione di Anversa, male assistita spiritualmente dal solo parroco concubinaro della chiesa di S. Michele. L'eresia perdurò anche dopo la morte di T., intaccando perfino i canonici. Burcardo, vescovo di Cambrai, nell'opera di riforma vi chiamò verso il 1121-23 s. Norberto il quale, coadiuvato dal discepolo s. Evermond, riuscì a togliere gli abusi contro l'Eucaristia, e molti seguaci di T. riportarono le particelle consacrate che tenevano nascoste da molti anni. Il b. Waltmann, primo abate di S. Michele, disperse gli ultimi tanchelmiti.