TANCREDI (Tancredus). - Canonista, n. a Bologna verso il 1185, m. ivi tra il 1234 e il 1236.
Canonico e poi arcidiacono di Bologna (1226), è noto fin dal 1214 come decretorum magister; fu anche gran cancelliere dell'Università. Oltre l'insegnamento ebbe numerosissimi incarichi di fiducia dai pontefici Innocenzo III, Onorio III e Gregorio IX, soprattutto per dirimere verenze ed eliminare abusi (causa con il pedestà di Mantova per Massa Fiscalia, scomunica del pretore di Firenze per il privilegio del foro, questione tra l'arcivescovo di Ravenna e la città di Cervia, tra l'abate di Nonantola e il vescovo di Pistoia). Ebbe parte nella composizione di liti nella stessa Bologna (monaci di S. Michele contro il Capitolo, vescovo contro i Canonici Regolari di S. Salvatore, Bolognesi e Modenesi, vescovo e Comune); fu membro della Commissione per la canonizzazione di s. Domenico. Quando Onorio III pubblicò la Compilatio quinta gliela dedico, raccomandandone la diffusione e l'osservanza nelle scuole e nei tribunali. Le sue opere genuine sono: Ordo iudiciarius, scritto tra il 1214 e il 1216, raffazzonato da Bartolomeo da Brescia nel 1236 (ultima ed., a cura di F. Bergmann, Gottinga 1842); Summa de matrimonio, scritta tra il 1210 e il 1214 (ultima ed., a cura di A. Wunderlich, Gottinga 1841); Apparatus ad Compilationem I, II, III: il 1o (1210-15) è compreso nella glossa ordinaria, il 2o (scritto prima del 1215) fu rifatto insieme al 1o dopo il 1220, il 3o (1220) è compreso nella glossa ordinaria; Glossae ad Compilationem V; Provinciale (manoscritti a Bamberga e Einsielden).