Enciclopedia Cattolica vol. XI, 1953 Agiografia Santi

TARSICIO, SANTO, MARTIRE

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TARSICIO, santo, martire. - Subì il martirio probabilmente nella seconda metà del sec. III o all'inizio del sec. IV.

Il più antico documento che ne parla è il carme che papa Damaso pose sul suo sepolcro e nel quale riferisce che T., sorpreso da un gruppo di pagani mentre portava l'Eucaristia, piuttosto che esporre alla profanazione le S. Specie, preferì farsi uccidere.

Il suo sepolcro era nel cimitero di Callisto sulla Via Appia; i pellegrini del sec. VII lo veneravano insieme con il papa Zefirino (De locis) che stava sopra terra (Notitia ecclesiarum), ma originariamente T. dovette essere seppellito in una galleria del cimitero, poiché il papa Damaso non accenna alla vicinanza dei due Santi. Brevi notizie del suo martirio si trovano in appendice alla Passio s. Stephani papae (BHL, 7845) del quale è detto accolito, ma essa dipende dal carme damasiano. Le inesattezze della Passio provengono dal fatto che l'autore, scrivendo nel sec. VI, quando vigeva a Roma l'uso di inviare ai presbiteri dei vari titoli il fermentum per mezzo degli accoliti (v. lettera di papa Innocenzo I a Decenzio di Gubbio: Jaffé-Wattenbach, 311), e leggendo nel carme damasiano il nome di Stefano, credette che questi fosse il vescovo di Roma e T. il suo accolito. Molto probabilmente invece T. era diacono: Damaso infatti lo pone in relazione con il protomartire diacono Stefano, e si sa che ai diaconi durante le persecuzioni era riservato l'ufficio di portare l'Eucaristia agli assenti dalle riunioni liturgiche ed ai confessori (s. Giustino, I Apol., 65; s. Cipriano, De lapsis, 13). Non è da escludere però che fosse anche un semplice fedele poiché nei primi secoli i cristiani solevano portare a casa l'Eucaristia per comunicarsi giornalmente (Tertulliano, Ad uxorem, 2); il raffronto damasiano sarebbe allora limitato al genere di morte subito e da Stefano e da T. mediante la lapidazione. Nel Martirologio romano è commemorato il 15 ag.

Bibliografia6 opere
BIBL.: G. B. De Rossi, La Roma sott. crist., II, Roma 1867, pp. 7-10; H. Quentin, Les martyrologes historiques du moyen âge, Parigi 1908, pp. 436, 460, 576; G. Wilpert, Die Papstgräber und die Gärl389gruft in der Katabombe des hl. Kallistus, Friburgo in Br. 1909, pp. 96-98; H. Delchaye, Etude sur le légendier romain, Bruxelles 1936, p. 25 sg.; Martyr. Romanum, p. 340; A. Ferrua, Epigrammata Damasiana, Città del Vaticano 1942, pp. 117-19.

Agostino Amore

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. XI (1953), coll. 1776–1777.

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Amore, Agostino. “Tarsicio, santo, martire.” In Enciclopedia Cattolica, vol. XI, coll. 1776–1777. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953. https://azioneromana.com/it/article/tarsicio-santo-martire.

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Amore, Agostino. “Tarsicio, santo, martire.” Enciclopedia Cattolica, vol. XI, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953, coll. 1776–1777. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/tarsicio-santo-martire.

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