ritolto quasi tutta l'Italia al dominio bizantino, cadde
ucciso nella battaglia di Gualdo Tadino (a. 552), il
vincitore Narsete poté liberamente avanzare verso
l'Italia centrale e meridionale, ricevendo la resa di
molte città italiane.
A Pavia intanto resti dell'esercito sconfitto a Gualdo
e il presidio della città elessero re T., un valoroso generale
che aveva dato buona prova di sé in azioni guerresche
e in governi di città. T., dopo aver cercato invano d'aver
l'aiuto dei Franchi, si decise con quelle truppe che poté
raccogliere a seguire Narsete che aveva posto assedio a
Cuma, altro caposaldo rimasto in mano ai Goti, e dove
era custodita gran parte del loro tesoro. L'abilità strate-
gica di Narsete e la superiorità numerica delle sue forze
riuscì, senza interrompere l'assedio a Cuma, a ricacciare
T. nella Valle del Sarno e poi tra i Monti Lattari sopra
Castellamare di Stabia, dove non era possibile ai Goti
far manovrare la loro eccellente cavalleria, e dove finirono
per trovarsi privi di rifornimenti. Dovettero allora venire a
battaglia che fu combattuta con molto accanimento, ma che
riuscì disastrosa per i Goti. T. morì combattendo nel 553.