TEL' ABHIBH. - Centro di deportati ebrei in Babilonia (Ez. 3, 15). Il termine ebraico significa «colle della spiga», con allusione alla fertilità del suolo.
Esso trova analogia nella toponomastica biblica (Tell Melah «colle del sale», e Tell Harlā' «colle dell'aratro»: Eid. 2,59; Neh. 7,61). Tuttavia alcuni assiologi (H. Winckler, Frd. Delitzsch) vi scorgono una denominazione accadica (Til abūbi «colle dell'inondazione») con riferimento ad opere di bonifica mediante canali irrigui. È possibile che questa fosse la denominazione ufficiale, imposta dai Caldei, ma che gli Ebrei la alterassero alquanto in segno di augurio e di speranza per la loro attività colonizzatrice. La località si trovava lungo il canale Chobar (accadico nār kabari «gran canale»), tra Babel e Nippur. Ezechiele ne fece un centro della sua missione profetica.
Il nome non compare altrove nella Bibbia. Fu riesumato nei tempi moderni dalle colonie sionistiche, le quali così denominarono il centro, che ora è diventato la più grande città dello Stato di Israele: Tel Aviv,