TEODORICO I e II, re dei Visigoti. - La gente dei Visigoti che seguendo Alarico, proclamato re, aveva saccheggiato Roma e corsa tutta l'Italia, morto quel suo audace capo, si ridusse con Ataulfo nella Gallia meridionale, legata all'Impero con un foedus più volte violato e rinnovato. Nel 418 al re Wallia successe T. I, che, profittando della morte di Onorio e delle sventure dell'Impero, si adoperò costantemente ad ampliare i confini del territorio concessogli, spingendosi verso il centro della Gallia, contenuto qualche volta dal magister utriusque militiae Ezio e dai generali di lui, ma sempre pronto a riprendere le sue avanzate.
È dubbio, se in alcuno dei trattati di pace più di una volta rinnovati con lui dal governo imperiale sia stata riconosciuta l'indipendenza completa del Regno visigoto accentrato intorno a Tolosa, o se abbia perdurato la semifinzione dello Stato federato; ma quando sulla Gallia si rovesciarono gli Unni di Attila, T., sentendosi anche gli minacciato, si strinse a Roma, ed ebbe onorevole parte nella resistenza, cadendo ucciso a Campus Mauriacus presso Troyes nel 451.
T. II, figlio del precedente, s'impadronì del trono uccidendo il fratello Torrismondo. Conservò buone relazioni con i Romani, specialmente dopo il sacco di Roma di Genserico; poté avere una parte notevole negli avvenimenti che si svolsero in Gallia, sostenendo la candidatura imperiale di Avito, combattendo per Roma contro i Vandali di Spagna, assumendo un contegno prima ostile poi favorevole all'imperatore Maggioriano, e riuscendo ad accrescere i propri domini verso Narbo Marius (Narbonne) e Aurelianum (Orléans). Dopo l'uccisione di Maggioriano si legò con l'uccisore Flavio Ricimero divenuto potentissimo. Ma questa amicizia non riuscì a salvarlo dall'insidia del proprio fratello Enrico che lo fece uccidere nell'a. 466.