TEODORO GRAPTO, santo. - N. nella seconda metà del sec. VIII, m. verso 1841-44.
Oriundo della Siria, si fece monaco nel monastero di S. Saba presso Gerusalemme; sotto l'imperatore Leone V (813-20) fu esiliato per la sua fedeltà al culto delle sacre immagini. Anche gli imperatori Michele II (820-29) e Teofilo (829-42) lo trattarono duramente per motivi iconoclastici. Sotto Teofilo, verso l'anno 833, furono incisi con il fuoco sulla sua fronte versi giambici infamanti, donde ricevette dalla posterità il cognome di Graptus. Dopo questo atto crudele fu mandato in esilio e morì ad Apamea in Siria.
È conservata una sua lettera al vescovo di Cizico, Giovanni. Esistono anche biografie greche di lui e di suo fratello Teofane (PG 116, 632-84). T. è venerato come santo e la festa si celebra il 28 dic.