TEODOTO di ANCIRA, santo, martire. - È commemorato nel Martirologio romano e nel Sinassario il 18 maggio.
La Passio, scritta da un contemporaneo, ma alquanto tempo dopo il martirio del Santo, raccoglie ricordi personali dell'autore e tradizioni che già circolavano; presenta perciò elementi sicuri insieme con altri leggendari. T. era un oste di Ancira che viveva santamente dedito a opere di carità, specialmente verso i prigionieri, i confessori ed i martiri dei quali curava la sepoltura. Esercitando proprio questo ufficio nei riguardi di sette vergini, nella persecuzione di Diocleziano, fu accusato al governatore della città. Santamente addito affrontò il suo destino presentandosi spontaneamente al giudice; fu orribilmente tormentato; chiuso in carcere ne fu levato dopo cinque giorni per essere decapitato. Il suo corpo fu seppellito nei pressi di Malos ed in suo onore fu edificata una memoria.
d'Ancyre, in Anal. Bolland., 22 (1903), pp. 320-28; P. Franchi, Osservaz. sopra alcuni atti dei martiri, in Nuovo bull. arch. crist., 10 (1904), pp. 27-37; id., Reliquie di un grande menol. premiere statue e una nuova recens. del martyrium s. Theodoti Ancyrami, in Note agiogr. (Studi e testi, 33), VI, Roma 1922, pp. 110-142; H. Delehaye, Les orig. du culte des martyrs, Bruxelles 1933, pp. 157; Martyr. Romanum, p. 196.