TEODULFO, presbítero in CELESIRIA. - Scrisse nei tempi dell'imperatore Zenone (474-91), secondo Gennadio, De viris ill., cap. 91 (Herding), molti libri, dei quali però non se ne conosce che uno, cioè: De consonantia Veteris et Novi Testamenti, opera antieretica, diretta probabilmente o contro manichei o marcioniti.
Due frammenti probabilmente nella Doctrina Patrum, pp. 315, 17 sgg. ed. Diekamp e p. III (cf. Atti del Concilio Lateranense [649] presso Mansi, X, 1121 C.). La Chiesa siriaca conosceva, secondo Ebediesu, dello stesso T. una interpretazione del profeta Isaia in 2 voll. e un trattato sui salmi davidici, ed il miglior modo di recitarli. Secondo Ebediesu T. sarebbe stato un discepolo di Teodoro di Mopsuestia, la Doctrina Patrum lo chiama nestoriano. Tutte le sue opere sono, come pare almeno, scomparse.