TEOTIMO, santo. - Vescovo di Tomi nella Scienza, tra la fine del sec. IV e l'inizio del sec. V.
Si adoperò molto per la conversione degli Unni e dei Goti stanziati nelle regioni dell'Istrio. La sua attività apostolica fu spesso accompagnata da prodigi tanto che barbari solevano chiamarlo «il dio dei Romani». Per guadagnarli alla fede T. si recava spesso tra di loro o li riceveva nella sua casa invitandoli a pranzo e facendo loro ricchi doni. Al suo apostolato dava anche un grande ascendente il suo aspetto di filosofo, poiché portava lunghi capelli. Era però anche abbastanza colto: s. Girolamo scrivendo nel 192 il suo De Viris illustribus (c. 131) atte-
TERAMO e ATRI, DIOCESI di - Facciata della cattedrale di Teramo, iniziata nel 1158 e completata nella 1a metà del sec. XIV.
stava che T. aveva composto alcune operette in forma di dialogo e che altre ne componeva. Nel 403, quando s. Epifanio, spinto da Teofilo di Alessandria, si recò a Costantinopoli per farvi condannare le opere di Origene, anche T. vi si trovava; ma non volle assolutamente sottoscrivere la condanna, affermando che non era opportuno inferire contro un morto le cui opere erano lette ed approvate da molti come ortodosse. Per confermare le sue osservazioni T. lesse allora alcuni brani di uno scritto di Origene che aveva portato seco. Ignoto è il tempo della sua morte; nel Martirologio romano, dove fu inserito dal Baronio, è commemorato il 20 apr.