TERRACINA, PRIVERNO E SEZZE, DIOCESI DI

TERRACINA, PRIVERNO E SEZZE, DIOCESI di. - Nel Lazio, in provincia di Latina, immediatamente soggette alla S. Sede.
TERRACINA, PRIVERNO E SEZZE, DIOCESI di. - Nel Lazio, in provincia di Latina, immediatamente soggette alla S. Sede.

Il Seminario minore è in S. e quello maggiore ad Anagni, comune alle altre diocesi del basso Lazio. La residenza vescovile è in T.

I. T

È la volsca Anagni che era situata sul pendio del colle verso l’entroterra della città attuale. Dopo varie vicende divenne la romana T. che prosperò non poco, grazie alla sua situazione sul mare e lungo la Via Appia. Dal pontificato di Adriano I appartenne allo Stato Pontificio. Nel 1000 Silvestro II la cedette al conte Daiferio e nel 1071 Alessandro II al famoso abate Desiderio di Montecassino, finché nel 1150 Eugenio III la riscattò. Le origini del cristianesimo in T. rimontano al sec. I. Gli atti apocrifi greci di s. Pietro e s. Paolo, composti nel sec. IX, narrano la venuta dei due Apostoli da Baia a Gaeta e da Gaeta a T., mentre si recavano a Roma. Questo racconto fantastico dette forse motivo agli storici locali di concludere che s. Paolo avrebbe predicato in T. e s. Pietro avrebbe eretto la diocesi. Rimane invece la sola probabilità che s. Paolo pernottasse in T. durante il suo primo viaggio a Roma.

Si sa che al tempo dell’imperatore Dominiano (81-96) Flavia Domitilla, moglie del console Flavio Clemente, fu esiliata nell’isola Ventotene (Dione Cassio, Hist. Rom., 67, 14) e Flavia Domitilla, nipote del medesimo, a Ponza (Eusebio, Hist. ecc., III, 18, 4). Ambedue erano cristiane. Gli Atti dei ss. Nereo ed Achilleo (BHL, 6058-6067), della seconda metà del sec. V c.a., pretendono che la seconda Flavia Domitilla morisse e fosse sepolta a T.; come pure che due vergini romane, compagne delle medesima, Eufrosina e Teodora, fossero state martirizzate e ivi sepolte sotto Traiano (98-117) da un santo diacono di nome Cesareo. L’anonimo degli Atti predetti ha senza dubbio con il diacono Cesareo voluto onorare l’omonimo martire di T., che compare nel Martirologio geronimiano il 1° nov. e il 21 apr. La Passio (BHL, 1511-16) composta tra il sec. V e VI lo dice martirizzato sotto Nerone in T. e sepolto lungo la Via Appia, poco prima di arrivare a T. venendo da Roma. Ma gli Atti dei ss. Nereo ed Achilleo e la Passio di s. Cesareo, riguardo al tempo non hanno valore probativo. È invece certo che sulla tomba del martire, che appartiene al tempo delle persecuzioni, venne eretta una basilica che fu anche la primitiva cattedrale di T., ricostruita nei secc. XI-XIII e rimaneggiata nel sec. XVII. Sul colle di T. fu il celebre monastero di S. Stefano al Monte, fondato dallo stesso s. Benedetto, come risulta dai Dialoghi di s. Gregorio Magno (II, 22). Nel sec. XVII era già diroccato.

A Paola, sotto il Circeo e nelle Isole Pontine che appartenevano a T., sono state ritrovate iscrizioni cristiane, una delle quali è del 345 (CIL, X, 1, 6419-21; X, 11, 8412-13).

Analda, storico locale, ha aperto la serie dei vescovi di T. con Epafrodito dell’Epistola ai Filippesi (II, 25), senza addurre ragioni. Come P. Gams (Series episc., Ratisbona 1873, p. 731) vi inserisce i martiri Quarto e

TERRACINA, PRIVERNO E SEZZE, DIOCESI di. - Nel Lazio, in provincia di Latina, immediatamente soggette alla S. Sede.

Il Seminario minore è in S. e quello maggiore ad Anagni, comune alle altre diocesi del basso Lazio. La residenza vescovile è in T.

I. T

È la volsca Anagni che era situata sul pendio del colle verso l’entroterra della città attuale. Dopo varie vicende divenne la romana T. che prosperò non poco, grazie alla sua situazione sul mare e lungo la Via Appia. Dal pontificato di Adriano I appartenne allo Stato Pontificio. Nel 1000 Silvestro II la cedette al conte Daiferio e nel 1071 Alessandro II al famoso abate Desiderio di Montecassino, finché nel 1150 Eugenio III la riscattò. Le origini del cristianesimo in T. rimontano al sec. I. Gli atti apocrifi greci di s. Pietro e s. Paolo, composti nel sec. IX, narrano la venuta dei due Apostoli da Baia a Gaeta e da Gaeta a T., mentre si recavano a Roma. Questo racconto fantastico dette forse motivo agli storici locali di concludere che s. Paolo avrebbe predicato in T. e s. Pietro avrebbe eretto la diocesi. Rimane invece la sola probabilità che s. Paolo pernottasse in T. durante il suo primo viaggio a Roma.

Si sa che al tempo dell’imperatore Dominiano (81-96) Flavia Domitilla, moglie del console Flavio Clemente, fu esiliata nell’isola Ventotene (Dione Cassio, Hist. Rom., 67, 14) e Flavia Domitilla, nipote del medesimo, a Ponza (Eusebio, Hist. ecc., III, 18, 4). Ambedue erano cristiane. Gli Atti dei ss. Nereo ed Achilleo (BHL, 6058-6067), della seconda metà del sec. V c.a., pretendono che la seconda Flavia Domitilla morisse e fosse sepolta a T.; come pure che due vergini romane, compagne delle medesima, Eufrosina e Teodora, fossero state martirizzate e ivi sepolte sotto Traiano (98-117) da un santo diacono di nome Cesareo. L’anonimo degli Atti predetti ha senza dubbio con il diacono Cesareo voluto onorare l’omonimo martire di T., che compare nel Martirologio geronimiano il 1° nov. e il 21 apr. La Passio (BHL, 1511-16) composta tra il sec. V e VI lo dice martirizzato sotto Nerone in T. e sepolto lungo la Via Appia, poco prima di arrivare a T. venendo da Roma. Ma gli Atti dei ss. Nereo ed Achilleo e la Passio di s. Cesareo, riguardo al tempo non hanno valore probativo. È invece certo che sulla tomba del martire, che appartiene al tempo delle persecuzioni, venne eretta una basilica che fu anche la primitiva cattedrale di T., ricostruita nei secc. XI-XIII e rimaneggiata nel sec. XVII. Sul colle di T. fu il celebre monastero di S. Stefano al Monte, fondato dallo stesso s. Benedetto, come risulta dai Dialoghi di s. Gregorio Magno (II, 22). Nel sec. XVII era già diroccato.

A Paola, sotto il Circeo e nelle Isole Pontine che appartenevano a T., sono state ritrovate iscrizioni cristiane, una delle quali è del 345 (CIL, X, 1, 6419-21; X, 11, 8412-13).

Analda, storico locale, ha aperto la serie dei vescovi di T. con Epafrodito dell’Epistola ai Filippesi (II, 25), senza addurre ragioni. Come P. Gams (Series episc., Ratisbona 1873, p. 731) vi inserisce i martiri Quarto e

Quinto, il primo dei quali, secondo la Passio di s. Cesario, sarebbe stato il seppellitore del preteso martire Eusebio. Il primo vescovo di T. a noi certamente noto è Sabino, nel 313.

Nel sec. XI – non è possibile determinare più esattamente – a T. furono unite le diocesi di P. e di S., come risulta dalla bolla di conferma, emanata da Onorio III il 18 genn. 1217.

II. P

Corrisponde al volso Privatum che fu poi colonizzato dai Romani e, distrutto nel medioevo, venne riedificato col nome di Piperno, finché nel 1928 riprese il nome antico. La diocesi di P. compare per la prima volta in un documento del 769, ma L. Duchesne la crede anteriore al sec. VII e nel 1039 traslocata a S., a differenza di P. F. Kehr, che le ritiene due diocesi distinte. La lettura di tre nomi di martiri, fatta da G. B. De Rossi in una iscrizione molto danneggiata, proveniente da P., non è stata accolta.

Nella diocesi di P. è la famosa abbazia di Fossanova nel punto ove la Valle dell’Amaseno sbocca nella pianura pontina. Alcuni hanno creduto che fosse il monastero di S. Stefano di Mileto, fondato da S. Benedetto e fiorito fino al tempo di Innocenzo II che nel 1135 lo avrebbe concesso ai Cistercensi col nome di S. Pudenziana, poi di S. Maria; P. F. Kehr lo crede distinto da quello e fondato nel 1027. La costruzione della chiesa consacrata da Innocenzo III il 19 giugno 1208, costituisce il primo esempio dello stile cistercense, formatosi in Borgogna come evoluzione dello stile lombardo. La fama dell’abbazia si deve però principalmente alla morte di avvenuta di S. Tommaso d’Aquino. La chiesa di S. Maria, già cattedrale, poi collegata, il 10 sett. 1724 da Benedetto XIV fu restituita cattedrale con gli stessi diritti di quella di T.

III. S

È l’antica Setia o Suessa dei Volsci. Si erge sull’alto di un colle donde la vista spazia sull’Agro Pontino e sui Monti Lepini. Fu colonia romana, poi fin dal sec. VIII fece parte dello Stato pontificio. La diocesi di S. appare la prima volta in un documento del 1036, ma, come P., L. Duchesne la crede anteriore al sec. VII. S. e P. nel sec. XI furono unite a T. La chiesa di S. Maria, costruzione romana rifatta nel 1347, fu cattedrale, poi collegata e di nuovo, il 29 apr. 1724, eretta in cattedrale da Benedetto XIV con gli stessi diritti di quella di T. e di P. Nella diocesi di S. fiorì il monastero di S. Cecilia, fondato da S. Lindano nel sec. XI. Le diocesi di T., P. e S. hanno il loro tribunale d’appello presso il vicariato di Roma. – Vedi tav. CXLIII.
Bibl.: Ughelli, I, pp. 194-95, 199; Eubel, I, p. 478; III, p. 248; III, p. 310; IV, p. 330; V, pp. 371-72; P. F. Kehr, Italia Pont., II, pp. 113-30 con bibl. precedente; Lanzoni, I, pp. 146-57.

Benedetto Pesci