Diplomatosi a Roma nel Pont. Istituto di Musica sacra, vi fu subito chiamato ad insegnare teoria, storia e palegrafia gregoriana. Scrisse numerosi articoli in Bollettino Ceciliano, Ephemerides liturgicae, Ambrosius, « La vie bénédictine » di Ligugé, « Cecilia » di Boston; diresse e lasciò varie trascrizioni di brani gregoriani e post-gregoriani; fu pure attivo collaboratore dell'Enciclopedia Cattolica per le voci di canto gregoriano.
Preparava da anni un'edizione critica di trattati musicali medievali inediti e pubblicò a varie riprese studi sulla modalità e la ritmica, sull'interpretazione pratica e sull'esegesi paleografica del canto gregoriano. Dotò il Pont. Istituto di Musica sacra di un rilevante nucleo di microfilms riproducenti centinaia di codici gregoriani e polifonici, presi nelle varie biblioteche di Europa. Un posto a parte merita lo studio monografico su Le chant et les chantres dans les monastères bénédictins antérieurs aux XVe siècle, pubblicato nei Mélanges 1947, a cura del-l'abbaia di S. Girolamo.