Era situata a sud di Damasco (Strabone, XVI, 2,20), e il centro era costituito dalla regione coperta di colate laviche, oggi el-Legà. Secondo Flavio Giuseppe (*Antiq. Iud.*, XVI, 9,1) il Τραχώνι si estendeva ad ovest sino ad Ulatha e Paneas e a sud ai margini della Batanea e del Gebel Hawrán (ibid., XV, 10,3; XVII, 2,1).
La sua storia comincia con l'apparizione del nome greco Τραχώνι (*luogo aspro*); era tenuta dai Nabatei quando Pompeo Magno nel 65 a. C. con le legioni annientò ogni potere giudeo ed arabo nel Hawrán a favore delle città greche. Nel 15 a. C. era in potere di un certo Zenodoro che, per aumentare le sue rendite, vi praticava il brigantaggio (Flavio Giuseppe, *op. cit.*, XV, 10,1, 2). A richiesta dei residenti, Varrone, governatore della Siria, ne spossessò Zenodoro e la donò a Erode il Grande, che vi riportò la pace e la sicurezza. Alla sua morte passò
in dominio del figlio Filippo e nel 34 d. C. fu compresa nella provincia di Siria fino al 37, quando Caligola la donò ad Erode Agrippa II. Fece poi parte della provincia romana dell'Arabia.