TRAU (TROGIR). - Piccola città della Dalmazia a N.O. di Spalato, su un isolotto tra la terra ferma e l'Isola di Bue (Čiovo).
Fu fondata da colonizzatori siracusani provenienti da Issa, probabilmente nel corso del sec. III a. C. col nome di Tragurion; rimangono dell'epoca bei marmi e testi epigrafici di alto valore artistico e storico. Con la conquista del territorio da parte dei Romani T. divenne un «oppidum Romanum», della provincia di Dalmazia, noto specialmente per le cave di pietra (Tragurium marmoreo tum) e dice Plinio. È in questa città che fu scoperta nel sec. XVII la famosa Coena Trimalchionis, prezioso frammento delle Satire di Petronio, ritenuto fino allora perduto.
Nell'alto medioevo la città non subì la sorte della vicina Salona; in seguito alle incursioni avaro-slave, fece parte del tema bizantino di Dalmazia, poi passò sotto la protezione e la giurisdizione dei re di Croazia, e nel corso del sec. X entrò a far parte di quel Regno. Estinta la dinastia croata e passata la Croazia sotto l'Ungheria, in conseguenza dei cosiddetti Pacta conventa (1102), T. spesso cambiò sovranità. Prima della sua sottomissione a Colomanno, T. per un breve periodo fu sotto Venezia, e questa situazione si è ripetuta parecchie volte in seguito. Nel 1242 trovò nella città sicuro asilo Bela IV d'Ungheria sconfitto dai Mongoli. A Venezia si sottomise T. definitivamente nel 1420. Caduta la Repubblica (1797), seguirono due occupazioni austriache (1797-1805 e 1813-1918) e intermezziate da sette anni di sovranità francese, cioè come città annessa dapprima al Regno Italico e dopo alle Provincie Illiriche. Dalla fine della prima guerra mondiale T. fa parte dello Stato nazionale iugoslavo.
Non si sa però quando T. divenne sede di diocesi, il che nel medioevo significava nello stesso tempo una città. Un vescovo di T. è per la prima volta ricordato nei documenti verso il 1000, in occasione dell'arrivo in questa città del doge Pietro II Orseolo. T. era compresa nel territorio della metropoli di Spalato. Col 1224 ebbe sotto la sua giurisdizione Sebenico e nel 1285 altri territori del retroterra. Ma quando Bonifacio VIII creò Sebenico diocesi, il territorio di T. si ristrinse nuovamente. Con la bolla Locum beati Petri di Leone XII del 1828 la diocesi di T. fu soppressa ed incorporata quasi tutta nella diocesi di Spalato, la quale cessava allora di essere metropoli, per essere compresa in quella di Zara; la parte minore invece fu associata alla diocesi di Sebenico. La chiesa cattedrale di T. divenne allora collegata e nel 1880 abbrazziale. Uno dei primi e più celebri vescovi di T. fu Giovanni Orsini ([v.] 1062-1111) venerato come beato già nel sec. XII. Sotto il vescovo Treguano (1206-64), fu costruita in gran parte l'odierna Cattedrale dedicata a s. Lorenzo con il famoso portale del mastro croato Radovan. Oltre questo magnifico monumento che custodisce preziosissimi oggetti d'arte (veri gioielli d'arte sono pure, oltre il portale, il campanile costruito in vari stili, con predominio del gotico fiorito, il battistero, la cappella di S. Giovanni Orsini, ecc.) esistevano a T. ben altre 32 chiese, delle quali solo alcune sono tuttora in funzione. Sono da ricordare la minuscola chiesa di S. Barbara (sec. x), la chiesa abbaziale di S. Giovanni Battista, quella di S. Niccolò con il convento delle Benedettine (dove si conserva un magnifico rilievo greco rappresentante Kairos), ecc.
T. fu la patria di molti uomini illustri, fra cui il b. Agostino Kažotić (Casotti), Pietro Berislavić, lo storico Giovanni Lucić (Lucio). La città possiede importanti collezioni d'archivio, come quella presso il Capitolo e un altra appartenente alla vecchia diocesi, mentre quella importantissima, comunale, venne distrutta dal fuoco nella seconda guerra mondiale. C'è anche una ricca Biblioteca (Fanfogna-Garagnin) e un piccolo Museo lapidario nel convento di S. Domenico. - Vedi tav. XLVI.