TRAUTMANSDORF-WEINSBERG, THAD-DAUS, conte di. - Cardinale, n. il 28 maggio 1761 a Graz (Stiria, diocesi di Seckau), m. a Vienna il 10 genn. 1819.
Discendente da una antica famiglia assai legata agli Asburgo fin dal sec. XIII ed insignita dei titoli di conti dell'Impero nel 1623 e di magnati d'Ungheria ai primi del sec. XVIII, il giovane Taddeo, dietro presentazione del card. Herzan, fu accolto nel 1780 nel Collegio Germanico di Roma, donde passò nel 1782 al Seminario generale di Pavia, costituito da Giuseppe II. Spirito irrequieto, vicino al Tamburini divenne fautore del giuseppinismo. Nel 1783 comparve sotto il suo nome a Pavia uno scritto del Tamburini De tolerantia ecclesiastica et civili, che è un elogio della politica religiosa dell'Imperatore. Inoltre nella dedica a Giuseppe II il T. si onora, quale allievo, dell'insegnamento dei giansenisti Zola e Tamburini. L'opera destò molto scalpore, fu combattuta dal Cuccagni con due scritti e pochi mesi prima della morte dell'Imperatore (18 sett. 1789) fu posta all'Indice. Lasciata Pavia, il T. fu ordinato (1784) sacerdote a Graz. Esercito quindi il ministero a Holleschau, in Moravia. Nel 1794 Francesco II lo nominò vescovo di Königgrätz, ma la S. Sede non accettò la sua nomina a causa delle dottrine anticattoliche propalate nel volume suddetto. Il T. si giustificò adducendo di aver contribuito solamente alle spese di stampa dell'opera permettendo che recasse il suo nome, e, dopo aver fatto pervenire a Roma una ritrattazione scritta, fu preconizzato vescovo nel 1795 e dimostrò nel governo tanto zelo da essere promosso, nel 1811, dopo la rinuncia dell'arciduca Ranieri coadiutore con diritto di successione, all'arcivescovo di Olmütz. Su proposta dell'Imperatore fu creato cardinale da Pio
VII nel Concistoro del 23 sett. 1816, ma non ebbe né il titolo, né il cappello perché non si recò mai a Roma.