TRILUSSA (PSEUDONIMO DI CARLO ALBERTO SA-LUSTRI)

Image from page 344
Image from page 344

TRILUSSA (pseudonimo di CARLO ALBERTO SA-LUSTRI). - Poeta, n. a Roma il 25 ott. 1873, ivi m. il 21 dic. 1950, qualche settimana dopo la sua no-mina a senatore. Studiò nel romano Collegio di S. Giuseppe a Piazza di Spagna.

Il suo orientamento verso la satira politico-sociale, scaturita dalla rappresentazione umorista di piccoli epi-sodi e quadretti della cronaca quotidiana, si accentuò quando T. dai sonetti passò ai metri vari della favola, concepita come parodia e capovolgimento della favola classica. Movendo, infatti, da argomenti acquisiti alla tra-dizione, il poeta pervenne a conclusioni negative e ironiche, creando una favola tutta sua, in cui le bestie, mera convenzione, sono, per psicologia e modo di agire, la maschera degli uomini. La satira di T. spesso scanzonata e bonaria, si acuola, a volte, di un sarcasmo mordace contro le ipocrisie, le malizie e l'egoismo del mondo con-temporaneo. In qualche componimento il poeta appare nostalgico e melanconico, e mostra allora, come in un ripiegamento su se stesso, il suo volto vero, in cui il sor-riso canzonatorio si spegne nei solchi di una pensosa umanità. Il dialetto da lui usato, e che ha contribuito alla sua vasta popolarità, è quello dei ceti medi.

Nella sua opera (Le cose, Milano 1922; I sonetti, ivi 1922; Le storie, ivi 1922; Le favole, ivi 1922; Nove poesie. ivi 1922; Ommini e bestie, ivi 1922; Lupi e agnelli, ivi 1923; La gente, ivi 1927; Libro n. 9, ivi 1929; Giove e le bestie, ivi 1932; Picchiabbò, ivi 1933; Libro muto, ivi 1935; Acqua e vino, ivi 1945) il vizio sfugge all'esplicita con-danna morale: allo spirito indulgente e scettico del poeta esso appare quasi connaturale alla sorte dell'uomo. Non mancano tuttavia accenni e aspirazioni religiose, in adesione a quell'idea sulla fede da T. fissata in un suo scritto del 7 luglio 1935: «Fin da bambino per un istinto profondo ed invincibile ho avuto una fede assoluta in una Provvidenza che regna sugli uomini, in una Bontà e Saggezza suprema che governano il mondo; in Dio... In questo argomento la mia fede è rimasta assoluta, in-tatta e semplice, come quando era ragazzo. E mi ha sempre aiutato e confortato nella vita».

Bibl.: tutte le Poesie di T. sono state raccolte in unico vol. da P. Pancrazi, Milano 1951. Bibl. tribusiana, in Italia che scrive, giugno 1951. Cf. inoltre: D. Mondrone, L'indulgente moralismo di T., nel vol. Scrittori al traguardo, I, Roma 1947, pp. 169-99; M. Dell'Arco, T. intimo, ivi 1951. Nicola Vernieri