TRILUSSA (pseudonimo di CARLO ALBERTO SALUSTRÌ). - Poeta, n. a Roma il 25 ott. 1873, ivi m. il 21 dic. 1950, qualche settimana dopo la sua nomina a senatore. Studiò nel romano Collegio di S. Giuseppe a Piazza di Spagna.
Il suo orientamento verso la satira politico-sociale, scaturita dalla rappresentazione umorista di piccoli episodi e quadretti della cronaca quotidiana, si accentuò quando T. dai sonetti passò ai metri vari della favola, concepita come parodia e capovolgimento della favola classica. Movendo, infatti, da argomenti acquisiti alla tradizione, il poeta pervenne a conclusioni negative e ironiche, creando una favola tutta sua, in cui le bestie, mera convenzione, sono, per psicologia e modo di agire, la maschera degli uomini. La satira di T., spesso scanzonata e bonaria, si aculea, a volte, di un sarcasmo mordace contro le ipocrisie, le malizie e l'egoismo del mondo contemporaneo. In qualche componimento il poeta appare nostalgico e melanconico, e mostra allora, come in un ripiegamento su se stesso, il suo volto vero, in cui il sorriso canzonatorio si spegne nei solchi di una pensosa umanità. Il dialetto da lui usato, e che ha contribuito alla sua vasta popolarità, è quello dei ceti medi.
Nella sua opera (Le cose, Milano 1922; I sonetti, ivi 1922; Le storie, ivi 1922; Le favole, ivi 1922; Nove poesie, ivi 1922; Ommini e bestie, ivi 1922; Lupi e aguelli, ivi 1923; La gente, ivi 1927; Libro n. 9, ivi 1929; Giove e le bestie, ivi 1932; Picchiabbò, ivi 1933; Libro muto, ivi 1935; Acqua e vino, ivi 1945) il vizio sfugge all'esplicita condanna morale: allo spirito indulgente e scettico del poeta esso appare quasi connaturale alla sorte dell'uomo. Non mancano tuttavia accenni e aspirazioni religiose, in adesione a quell'idea sulla fede da T. fissata in un suo scritto del 7 luglio 1935: « Fin da bambino per un istinto profondo ed invincibile ho avuto una fede assoluta in una Provvidenza che regna sugli uomini, in una Bontà e Saggezza suprema che governano il mondo; in Dio... In questo argomento la mia fede è rimasta assoluta, intatta e semplice, come quando era ragazzo. E mi ha sempre aiutato e confortato nella vita ».